Aveva confezionato una finta sentenza: dieci mesi all’avvocato
Aveva fabbricato una finta sentenza del Tribunale Civile, per far credere alla sua cliente di aver vinto la causa contro uno studio professionale per i danni provocati alla sua abitazione durante un intervento di ristrutturazione. Ma il processo non c’era mai stato, così come, naturalmente, non era stato disposto alcun risarcimento. Per quella sentenza “confezionata” ieri, in abbreviato (dunque con sconto di un terzo sulla pena) è stato condannato a dieci mesi con la condizionale, per falso in atto pubblico, l’avvocato ferrarese Riccardo Caraceni. Il giudice ha stabilito anche una provvisionale immediatamente esecutiva di 7.500 euro a favore della parte civile, assistita dall’avvocato Davide Bertasi. L’imputato è stato invece assolto dalle altre accuse di cui doveva rispondere, ovvero truffa e infedele patrocinio. Il pm aveva chiesto un anno e mezzo di condanna.
I fatti, risalenti al 2015, erano stati innescati da un intervento di ristrutturazione affidato da una signora a uno studio tecnico. Lavori malfatti, a detta della donna, che avevano provocato muffe, infiltrazioni e danni al mobilio. Da qui la decisione di rivolgersi al legale per intentare allo studio tecnico una causa civile per danni.
Due anni più tardi la signora viene informata dal suo avvocato di aver vinto la causa e di aver diritto a un risarcimento. La buona notizia non impedisce alla cliente di rimanere perplessa, dato che non era stata chiamata a testimoniare, di più: non aveva saputo nulla del processo. Un controllo in cancelleria accresce i suoi dubbi, dato che il numero riportato sulla (falsa) sentenza corrisponde a un altro procedimento. Dopo averle fornito rassicurazioni circa un banale errore materiale, l’avvocato non si fa più vivo e naturalmente i soldi di un risarcimento mai disposto non arrivano più.
L’ormai ex cliente passa allora alle contromisure e, assistita dall’avvocato Bertasi, denuncia il suo ex legale. Ieri la sentenza che le ha riconosciuto una provvisionale di 7.500 euro. Questa sì, reale. —
A.M.
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