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Broker assolto da truffa I clienti che l’accusavano non hanno subito danni

Daniele Predieri

Accolta la perizia della difesa per cui gli investitori hanno guadagnato Ora l’uomo è chiamato in causa al processo civile per mancati interessi 

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Il caso

Solite storie con le accuse di truffa dei clienti verso il broker di turno. E soliti processi, stavolta, però, concluso con l’assoluzione per truffa del broker e la beffa per i clienti che si dicevano raggirati. La truffa secondo l’accusa consisteva nel fatto che il broker di turno, Maurizio Tartari, promotore finanziario a Cento della Azimut Capital Management, dando false notizie e informazioni sballate ai propri clienti, diceva che i loro investimenti stavano guadagnando, e così facendo li convinceva di fatto a non ritirare quelle somme dal suo portafoglio clienti. Somme importanti visto che in un caso parliamo anche di 1 milione di euro. Mentre le altre di 8 clienti vanno dai 50 fino al mezzo milione di euro.

Così decise il gip

Alla fine il gip Carlo Negri, sollecitato dai difensori di Tartari – Marco Linguerri e Petra Balboni – ha accolto la tesi difensiva che per contestare la truffa occorre vi sia un danno, e che in questo caso – perizia contabile alla mano della difesa stessa – non c’era, mentre addirittura si registrava anche un guadagno. Per questo motivo il giudice ha assolto il broker perché il fatto non sussiste per sei capi di imputazione di truffa, mentre per uno ha deciso la prescrizione. Secondo la tesi prospettata all’udienza preliminare che si è svolta in giudizio abbreviato, e quindi solo sulla lettura delle carte, la difesa ha sostenuto che pur dando informazioni non vere ai clienti sulla redditività degli investimenti in corso, lo faceva per evitare che i propri clienti disinvestissero i capitali, che poi sono stati del tutto restituiti. Anzi, con cifre superiori a quelle investite. Secondo la stessa difesa, queste rassicurazioni (sugli investimenti ) sono poi risultate vere grazie ad una perizia contabile eseguita in chiave difensiva, sulla base dei dati degli inquirenti stessi (Guardia di finanza), poiché gli ingannati alla fine avrebbero anche guadagnato. Dunque se non c’è danno, non può esserci truffa, da qui la sentenza di assoluzione del giudice.

Possibile, però, che i clienti vengano beffati così?

Beffa, ma resta il civile

No, poiché dall’altra parte ci sono nove clienti, e pur non costituendosi parte civile, hanno chiamato in causa Tartari in sede civile e il processo a suo carico è fissato ai primi di settembre prossimo.

Perché, spiega il legale di Confconsumatori, Salvatore Frascerra, che rappresenta diversi ex clienti di Tartari, se è vero che il broker non si è impossessato delle somme investite dai suoi clienti, è vero che vi è stato un danno palese da mancato guadagno delle somme investite. Per questo al processo civile di settembre verrà chiamata in causa anche la società Azimut come responsabile civile. –

Daniele Predieri

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