Cordoglio per la morte del volontario dell’Ana «Voleva aiutare tutti»
CORPORENO
Si è spento all’età di 56 anni Cesare Tassinari. Volontario di Protezione civile Ana, è deceduto a seguito di una grave malattia. Una battaglia durata oltre un anno e nell’ultimo periodo era ricoverato al Delta. È stato tra i primi ad intervenire a Finale Emilia il 20 maggio 2012 dopo il sisma: il destino ha voluto che se ne andasse nel giorno dell’ottavo anniversario.
grande generosità
Abitava a Corporeno e faceva l’autotrasportatore. Da tantissimi anni era volontario Protezione Civile Ana della Sezione bolognese-romagnola, referente per il dissesto idrogeologico della sezione regionale. Un commosso e affettuoso ricordo, a nome di tutti gli Alpini e volontari di Protezione Civile, viene dall’amico Claudio Marchisio: «Non solo era un grande uomo, lui era un amico. sempre presente, amava essere utile, non certo per apparire. Dove c’era qualcuno che aveva bisogno, lui c’era: nel terremoto a L’Aquila, a Parma, l’alluvione nel Modenese, per il sisma a Uscerno e Montegallo. Lui – prosegue l’alpino e coordinatore del gruppo ferrarese di Ana Protezione Civile – era un esempio per tutti, per i giovani e per tutti noi. Un faro, una guida, un punto di riferimento per tutti. Duro all’esterno, morbido dentro, aveva un cuore d’oro. Forse gli mancava il titolo».
Una persona generosa, sempre pronta ad aiutare chiunque ne avesse bisogno, Cesare “era per gli altri, e per sé mai”. Poi la voglia di fare chiarezza e spazzare via le chiacchiere: «Cesare non aveva il Covid. Era stato dichiarato positivo per un errore, ma non aveva mai fatto il tampone. Poi è emerso lo sbaglio».
Cesare lascia la moglie Daniela e la figlia Alice. La notizia della scomparsa ha gettato nel lutto Cento, Corporeno e tutto il mondo del volontariato. Dopo essere stato iscritto al gruppo Ana Protezione Civile di Cento, Cesare è entrato a far parte del gruppo di Riolo Terme.
Le condoglianze arrivano dal Gruppo Ana Protezione Civile di Cento attraverso il coordinatore Franco Poli, e anche dall’amico Giovanni Fregni, con cui ha gestito le prime fasi del terremoto a Poggio Renatico: «Una grande persona – lo ricorda Fregni – altruista e cordiale. Sempre in prima linea durante le emergenze, profondo conoscitore dei sistemi idraulici dei fiumi e dei canali del territorio».
Funerali oggi alle 10 sul sagrato della chiesa di Corporeno, per dare la possibilità ai volontari di Protezione civile di essere schierate, nel rispetto delle misure di distanziamento interpersonali. Presente il vessillo della sezione bolognese-romagnola degli Alpini. —
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