Quattro biblioteche verso la riapertura Ma solo per prestito e restituzione libri
Ariostea, Niccolini, Bassani e Rodari ripartono probabilmente da mercoledì 27. Restano chiuse San Giorgio e Porotto
Anche per le principali biblioteche cittadine la lunghissima quarantena sta per concludersi. Ieri il Comune ha dato l’annuncio della riapertura per alcuni servizi di Ariostea, Niccolini, Bassani e Rodari, «a partire dalla prossima settimana», la data orientativa dovrebbe essere mercoledì 27. Il via libera è arrivato dopo una videoconferenza con i sindacati, che ha fatto emergere i punti critici del sistema, cioè «le carenza occupazionali» che dovranno essere affrontate su altri tavoli. Al proposito viene annunciata l’assunzione di nuovo pesonale, anche se non ci sono indicazioni temporali certe. Ferrara dunque si mette al passo delle altre realtà regionali, a partire da Bologna, che hanno sfruttato da subito la possibilità offerta da governo e Regione. Resta un punto interrogativo sulle biblioteche di Porotto e San Giorgio.
come si apre
Nelle quattro biblioteche in fase di apertura si potrà esclusivamente andare per la restituzione e il prestito su appuntamento dei volumi e di altro materiale ammesso, quindi niente sale studio e attività di altro genere. Il Comune parla di «riapertura in giorni e orari definiti a partire dalla prossima settimana», il che fa pensare a giornate di chiusura e orari ridotti: va considerato che ci si avvia verso l’estate, periodo nel quale l’attività veniva progressivamente ridotta anche negli anni “normali”. La riapertura avviene, naturalmente, applicando «tutti i criteri e le procedure di sicurezza sia per il pubblico che per i dipendenti della struttura», sottolinea ancora la nota dell’amministrazione comunale. L’assessore Sergio Golinelli ha espresso «la personale soddisfazione per l’accordo raggiunto» con i sindacati, dopo la videoconferenza alla quale hanno partecipato il dg Sandro Mazzatorta e i dirigenti Angelo Andreotti e Walter Laghi; in attesa, aggiunge, «che tutto venga definito nei minimi dettagli per assicurare la massima sicurezza per tutti, operatori ed utenti». Cgil, Cisl e Uil, dal canto loro, dopo gli affondi delle scorse settimane, «sottolineano positivamente che si arrivi finalmente alla riapertura del servizio, superando i ritardi verificatisi precedentemente», sottolineando tuttavia la «necessità che riaprano in tempi brevi tutte le biblioteche, compreso quelle di Porotto e San Giorgio».
cosa resta da fare
L’attenzione si concentra appunto su lle strutture Tebaldi (San Giorgio) e Luppi (Porotto), per le quali non c’è una previsione di riapertura. «Si dovrà aspettare ancora il tempo necessario per consentire il raggiungimento degli standard di sicurezza» è la formula utilizzata dal Comune. I sindacati parlano, più nello specifico, di «problemi di carattere organizzativo, legati al fatto che esse non possiedono locali appropriati per la necessaria decontaminazione dei libri». Ogni rientro dal prestito, infatti, deve essere tenuto in “quarantena” per dieci giorni in stanze isolate, prima di rientrare in scaffale ed essere scaricato dalla tessera dell’utente, così come indicato dalle linee guida regionali. La logistica delle due biblioteche in questione non permette d’individuare spazi del genere, quindi una soluzione al momento non è a portata di mano. Per i sindacati, tuttavia, la riapertura di Porotto e San Giorgio «va realizzata senza indugi».
auser
Non sono stati coinvolti nelle riaperture i volontari dell’Auser, che nell’era pre-Covid svolgevano funzioni fondamentali per alcune attività delle biblioteche. Il fatto che le sale studio restino off limits aiuta nella gestione, come pure la decisione di scaglionare le aperture e, appunto, tenere per il momento ferme due strutture. C’è da dire che i volontari Auser sono coperti dal rischio Covid grazie ad una polizza sottoscritta a livello nazionale. —
s.c.
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