Cona, paziente ritorna positiva al virus
Uscita “negativa” da un reparto per contagiati è rientrata dopo un nuovo tampone. Test sugli altri ricoverati e sul personale
Nessun decesso in provincia e un solo tampone positivo. Ma al Sant’Anna si registra un altro caso di ricovero “positivo” in un reparto per pazienti no Covid, che comporta l’avvio di nuovi test con tampone sugli altri pazienti e sul personale venuto a contatto con la persona contagiata dal virus. Il percorso della persona ricoverata, fra l’altro, genera qualche domanda sull’attendibilità del tampone o, in alternativa, sulla possibilità che chi ha contratto l’infezione ma non risulta più contagioso possa infettarsi di nuovo. Come spiega il Sant’Anna il caso è quello di una donna di 86 anni, ricoverata dall’inizio di aprile in un reparto Covid dell’ospedale e trasferita il 20 maggio in Medicina interna Ospedaliera 2 (reparto riaperto per pazienti non contagiati) dopo essersi sottoposta ad un doppio tampone risultato negativo.
La paziente però non guarisce: presenta di nuovo una sintomatologia compatibile con quella assimilabile al Covid-19 e il Sant’Anna esegue un nuovo tampone. Ma questa volta l’esito, acquisito ieri, è positivo.
La paziente viene subito trasferita in un reparto dedicato ai ricoverati con coronavirus. Ma la presenza in Medicina Interna Ospedaliera 2 di un paziente contagiato ha già fatto scattare la procedura dei controlli preventivi: la donna in stanza con la paziente trasferita è stata isolata ed è in attesa di tampone che per avere efficacia, precisa l’azienda ospedaliera, deve essere fatto dopo almeno 72 ore.
L’Ufficio epidemiologico aziendale verifica se, rispetto al percorso del paziente all’interno dell’ospedale, sono stati informati e censiti tutti gli operatori venuti a contatto con il ricoverato. Elenchi che vengono inviati al Dipartimento di Sanità Pubblica dell’Asl e, per quanto riguarda i dipendenti del Sant’Anna, anche alla Medicina del Lavoro per l’avvio dello screening. Tutto il personale del reparto verrà quindi sottoposto al test del tampone, «nei tempi compatibili con la positivizzazione».
Nessun decesso, un solo positivo
Due dei parametri tenuti costantemente sotto controllo dagli epidemiologi continuano a lanciare segnali rassicuranti. Ieri in provincia non si sono registrati morti legati alla pandemia, inoltre su 272 tamponi effettuati solo in un caso il risultato ha evidenziato la presenza del virus: in un paziente di Cento.
Mancano all’appello altri 119 esiti di test già eseguiti, ma è anche vero che nelle ultime settimane il numero dei positivi sul totale degli esami si è mantenuto particolarmente basso con un’incidenza che si avvicina allo zero.
Non accenna ancora, invece, a scendere stabilmente la curva dei ricoveri. Ieri il bollettino ne ha registrati 16: 9 al Sant’Anna (7 sospetti, 2 positivi provenienti da Argenta, Bondeno, Cento, Ferrara, Fiscaglia e Portomaggiore), 2 a Lagosanto (1 sospetto e 1 positivo di Codigoro e Ostellato), 5 a Cento (tutti casi sospetti di pazienti residenti a Bondeno, Cento e Terre del Reno). Nessun nuovo paziente è stato ricoverato in terapia intensiva.
Ma al Sant’Anna continuano ad essere sotto pressione i reparti per pazienti sospetti e al Delta quelli per pazienti positivi. Calano le persone che risultano attualmente positive in provincia, da 286 a 278.
bollettino regionale e specializzandi
In Emilia Romagna i dati restano bassi: 53 i contagiati e 12 nuovi decessi, 4 dei quali nella provincia di Bologna. Il tasso epidemiologico, ha detto ieri l’assessore regionale Raffaele Donini, resta sotto l1% e cala da 0,57 a 0,52. Anche i medici specializzandi, i soccorritori e gli infermieri dipendenti e volontari in servizio sulle ambulanze riceveranno un riconoscimento per l’attività svolta nel contenimento della pandemia: da 600 a 650 euro. La segreteria provinciale del Psi, infine, chiede un nuovo piano ospedaliero nel Ferrarese e più posti di terapia intensiva. —
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