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«Il bando Invitalia? Una beffa Esclusi ferraresi ed emiliani»

«Il bando Invitalia? Una beffa Esclusi ferraresi ed emiliani»

Il fondo destinato alle aziende per l’acquisto di dispositivi di protezione Scolamacchia (Confesercenti): soldi esauriti dopo un secondo dal click 

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la polemica

Il bando Invitalia “Impresa sicura”, rivolto alle aziende interessate al rimborso delle spese per l’acquisto di dispositivi di protezione individuali anti-virosi, ha suscitato diffusi malumori tra gli imprenditori. «Sono state ammesse – commenta aspra Confesercenti Emilia Romagna – 3.150 imprese rispetto alle oltre 201mila che hanno presentato domanda, con una percentuale di accettazione pari all’1,56%, segno evidente che si è sottostimato il reale fabbisogno delle aziende».

Ma a sollevare la polemica è stato anche il presidente di Confesercenti Ferrara, Nicola Scolamacchia, fortemente perplesso dall’esito dell’iniziativa. Il meccanismo di distribuzione dei fondi si sarebbe infatti rivelato una sorta di “lotteria”, una «gara a chi preme più velocemente il tasto del computer», resa ancora più ridicola - questo il parere del presidente di Confesercenti - dalla dotazione di 50milioni di euro spalmata sull’intero territorio nazionale.

«Ad oggi non mi risulta - spiega Scolamacchia - che nessuna impresa della provincia di Ferrara sia riuscita ad entrare tra le 3.150 imprese beneficiarie del bonus e nemmeno una sul territorio regionale ricadente nel settore turistico-ricettivo. Solo per fare un esempio la prima delle escluse (e sono circa 180mila) ha inviato la domanda solamente un secondo e 40 centesimi dopo dell’apertura del bando. È difficile in questo momento non giustificare i nostri imprenditori delusi e preoccupati per il proprio futuro quando, nonostante i tanti proclami, l’apertura di continui bandi e la distribuzione di milioni di euro, non si vedono concreti aiuti da mesi. I nostri operatori ormai sono allo stremo». Perplessità anche sul fronte del turismo: il settore ha sofferto prima di tutti l’impatto del coronavirus e presumibilmente lo sconterà più a lungo di altri comparti, ma a parte i 2 miliardi previsti per il bonus vacanza, per le imprese ricettive, le agenzie di viaggi e gli altri operatori della filiera ci sono solo poche centinaia di milioni per tutto il territorio nazionale. E comunque, conclude Scolamacchia, «molta burocrazia ma pochi interventi a favore delle piccole e medie imprese, e praticamente nulla per il turismo. Anche l’indennizzo a fondo perduto è insufficiente, perché così esclude le attività minori». —

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