Il velox della discordia I giudici accolgono ricorsi prima bocciati
«Per i giudici era sbagliata la posizione dell’apparecchio» Attesa a giorni anche la sentenza per una causa di gruppo
COPPARO
«Dispiace solo che gli organi politici abbiano continuato a lottare in giudizio, invece di annullare tutte le multe per onestà, dopo che il prefetto di Ferrara aveva comunicato al presidente dell’Unione Terre e Fiumi che il velox era stato collocato senza rispettare la distanza dall’incrocio». A parlare è l’avvocato rodigino Claudia Giacobbe, che negli ultimi giorni ha ottenuto tre sentenze favorevoli su tre con tre giudici diversi, relativamente a ricorsi per le multe elevate dal celeberrimo velox situato sulla strada provinciale 5, tra Copparo e Ro. Inizialmente tali ricorsi erano stati rigettati dai giudici di pace, che avevano confermato tutte le sanzioni elevate dall’apparecchio.
«segnaletica decisiva»
Motivazione prevalente è stata la distanza di 450 metri dall’incrocio con via Modena, strada laterale che ha un limite di velocità inferiore ai 70 km/h previsti sulla provinciale. Per tale motivo secondo l’Unione non vi era violazione, mentre le sentenze stanno confermando come era necessaria una segnaletica apposita del velox anche su via Modena e l’apparecchio stesso andava posizionato ad almeno un chilometro di distanza dal primo incrocio con una strada laterale. «In tal senso - aggiunge il legale rodigino - è stato importante per noi leggere sulla Nuova Ferrara della comunicazione inviata dal prefetto all’Unione. A quel punto ho presentato nuovi ricorsi e in questi giorni ho ricevuto tre sentenze positive e sono in attesa della quarta». In particolare, i tre clienti rappresentati dall’avvocato Giacobbe sono tutti cittadini di Polesella che per lavoro frequentano quotidianamente la provinciale, mentre la quarta causa è di un gruppo di dipendenti, ritrovatisi tutti con le sanzioni per eccesso di velocità.
class action
E, a proposito di ricorsi di gruppo, ricordiamo che dopo la scoperta dello scambio epistolare tra prefetto e presidente dell’Unione, Lorena Rizzardi (candidata consigliera alle ultime elezioni) e Daniela Simoni (consigliera della lista Gente di Riva del Po, di cui era candidata sindaco) hanno deciso di rivolgersi al noto studio legale Zarbo-Zanussi di Rovigo per presentare una class action, coinvolgendo le decine di cittadini multati, in particolare nei primi mesi di funzionamento dell’apparecchio: «Vogliamo vengano restituiti questi soldi presi ingiustamente dalle tasche dei cittadini, con gli amministratori dell’Unione consapevoli del fatto che quel velox era irregolare». —
d.b.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google