Tetto di una villetta a fuoco Momenti di paura a Goro
All’interno di un cantiere edile la fiammata di una saldatrice ha provocato ingenti danni Pompieri al lavoro per oltre un’ora e mezza
GORO
Fuoco al tetto di una villetta in costruzione. Tanto spavento ed apprensione, ieri attorno alle 19, tra gli abitanti di Goro, quando è divampato un incendio all’interno di un cantiere edile dove erano in corso lavori di saldatura.
Una fiammata partita dalla saldatrice con la quale gli operai stavano lavorando sul tetto ventilato in legno, alimentata dall’aria che circolava all’interno dei pannelli in perlinato sottostanti, ha provocato un incendio di vaste proporzioni. Immediatamente sono stati chiamati i vigili del fuoco ed i carabinieri. Da Codigoro è partita la prima squadra di pompieri, alla quale si è unito una seconda autopompa serbatoio, chiamata in supporto dal distaccamento di Comacchio. Per oltre un’ora e mezza sono proseguite le operazioni di spegnimento dell’incendio, che ha interessato circa 300 metri quadri del tetto dell’immobile, situato dietro al ristorante Ferrari di Goro. A destare comprensibile preoccupazione tra i residenti la densa colonna di fumo nero, dovuto alla liquefazione della carta catramata. Su posto è intervenuta anche una pattuglia dei carabinieri della stazione di Lagosanto. Una volta spento l’incendio, i pompieri hanno compiuto ulteriori accertamenti, per constatare che non vi fossero focolai ancora in atto, capaci di scatenare un incendio ulteriore, con conseguenze incalcolabili. Ingenti, stando alle prime stime, i danni riportati dall’immobile ancora in costruzione, dato che dovrà essere rifatto ex novo il tetto. Non si registrano feriti tra gli operai impegnati nel cantiere, né intossicati, né malori tra i residenti delle case adiacenti all’area limitrofa al fuoco.
La prontezza dei vigili del fuoco ha fatto sì che venisse circoscritto e tamponato il perimetro dell’incendio, senza dare origine così ad alcun rischio di inquinamento atmosferico. Nei prossimi giorni sono previsti sopralluoghi da parte dei pompieri, nonostante la causa accidentale del rogo. —
KATIA ROMAGNOLI
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