Uffici catastali off limits «Compravendite bloccate»
Protesta di notai e geometri per i front office inaccessibili: così non si stipula Alcune schede sono infatti recuperabili solo consultando il sistema cartaceo
Se l’accesso all’area dei servizi Catastali e Cartografici di front-office rimane interdetto, come sta succedendo a Ferrara, le pratiche edilizie di geometri e notai, per vendite di immobili, per esempio, o frazionamenti di terreni e lavori di ristrutturazione, si fermano: il geometra non riesce a fare gli accatastamenti e le necessarie verifiche, il notaio non riesce a fare la stipula e, alla fine, il cittadino non riesce a vendere l’immobile o a fare un’ipoteca. «È una catena» dice il presidente dei Notai Giuseppe Giorgi firmatario, con Paola Brunelli (Collegio provinciale Geometri Ferrara), della lettera inviata negli scorsi giorni all’ufficio territoriale dell’Agenzia delle Entrate dopo aver appreso che «proprio mentre l’attività lavorativa a livello nazionale riparte quasi interamente, l’accesso all’Area Servizi Catastali e Cartografici di front-office rimarrà ancora interdetto».
le richieste
Geometri e notai, invece, ne chiedono la riapertura, rispettando naturalmente tutte le norme di sicurezza; e la richiesta è anche quella di attivare un «servizio di contatto telefonico con i tecnici degli uffici perché lo smart working non sia solo di facciata». «I notai come pubblici ufficiali non hanno mai interrotto il loro servizio – sottolinea Giorgi – e ci siamo organizzati per essere sempre operativi e andare avanti con le pratiche. Ma alcune per essere ultimate hanno bisogno della collaborazione della struttura pubblica, dell’apparato catastale, per esempio, che se chiude ci lascia in grosse difficoltà». Perché alcune schede catastali, spiega il presidente dei notai, sono recuperabili solo consultando il sistema cartaceo, «e servono per fare le corrispondenze in assenza delle quali la stipula è bloccata». E, con gli uffici chiusi, la maggior parte degli adeguamenti catastali sono irrealizzabili dai geometri che, insieme ai notai, chiedono che anche per l’area Catastale si seguano i provvedimenti presi per l’area di Pubblicità Immobiliare, la cui apertura al pubblico è già stata regolamentata. Altrimenti «sarà difficile anche avviare una pratica per il cliente che volesse ristrutturare usufruendo del bonus fiscale al 110%, non riuscendo il geometra – dice Brunelli – a verificare i precedenti catastali».
poco smart
Per di più, scrivono notai e geometri all’Agenzia delle Entrate, «si segnala che dall’inizio della pandemia non è stato più possibile contattare telefonicamente i tecnici dell’ufficio, operativi solo in smart working, come pure non risulta che vi siano risposte alle mail indirizzate ai singoli tecnici alla propria casella, né tanto meno al protocollo o alle Pec». Di conseguenza, faceva notare Brunelli, «non ci è possibile nemmeno farci scansionare le planimetrie non digitalizzate e farcele mandare, essendo impossibile mettersi in contatto con il personale».
Fra le richieste di geometri e notai anche quella di specificare «i motivi di rifiuto delle pratiche telematiche, esposti in maniera chiara, dettagliata e con indicazioni precise per poter effettuare le correzioni senza interpretazioni; inoltre – scrivono – sarebbe importante avere riferimenti e contatti diretti del tecnico che ha trattato la pratica». —
giovanna corrieri
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