Accertamenti e controlli sui buoni spesa per scovare i furbetti
Un accertamento preventivo, scattato al momento della richiesta. E ora cominceranno gli ulteriori controlli. I Buoni Spesa sono stati assegnati dai Comuni alle famiglie in difficoltà per l’emergenza coronavirus con oculatezza.
Così a Bondeno il sindaco Simone Saletti spiega come già al momento della domanda gli uffici abbiano provveduto a controlli, «anche telefonando alle aziende per controllare se le persone che avevano fatto richiesta lavorassero veramente lì e fossero davvero in cassa integrazione».
Accertamenti che hanno permesso di scoprire “furbetti” con situazioni ben diverse - e redditi ben superiori - a quelle che affermavano di avere.
«Un buon lavoro degli uffici - spiega Saletti - anche perché chi aveva bisogno di sostegno ne aveva bisogno subito. Ora però inizieranno anche controlli a campione su quanti hanno avuto i Buoni».
A Copparo “furbetti” non ne sono stati scoperti, evidenzia il sindaco Fabrizio Pagnoni, spiegando che anche nel suo comune si è proceduto con un primo controllo eseguito dall’Assp dell’Unione relativamente «a nucleo familiare, residenza dei richiedenti e che non avessero già beneficiato dei buoni in precedenza o non siano titolari di altre misure di sostegno».
Su tutto quello che è previsto Quindi un ulteriore controllo anagrafico che spetta al comune di Copparo, «che eseguiamo via via che arrivano appunto le domande. Per cui sostanzialmente è un lavoro minuzioso m’ha fatto bene e in questo momento non abbiamo rilevato nessuna problematica particolare». Intanto a Bologna sono stati scovati dalla Guardia di Finanza 154 furbetti. —
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