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Coop Alleanza 3.0 dimezza le perdite A Ferrara vendite superiori alla media

Giovanna Corrieri
Coop Alleanza 3.0 dimezza le perdite A Ferrara vendite superiori alla media

Buoni risultati per il supermercato di via Mazzini che sarà ampliato: già acquisito in affitto un negozio adiacente

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È positivo il bilancio 2019 di Coop Alleanza 3.0 che a un anno dall’avvio del Piano di Rilancio per recuperare la’ “crisi’’del 2018 ha raggiunto, e in certi casi anticipato, tutti i risultati prefissati.

Le perdite sono state dimezzate, l’Ebitda adjusted è tornato positivo, le vendite hanno conosciuto una ripresa (da gennaio ad aprile +4,58% in Emilia Romagna rispetto ai primi quattro mesi dell’anno scorso), specie dei prodotti a marchio Coop e specie a Ferrara dove fra gennaio e febbraio, già prima quindi dell’emergenza sanitaria, si è registrato un incremento delle vendite superiore alla media della cooperativa. Che ora, in città, punta a espandersi sviluppando soprattutto il formato del convenience store, del piccolo negozio, come quello di via Mazzini per esempio che, in termini di risposta, sembra avere grande potenziale.

Coop Via Mazzini

E infatti, fa sapere il presidente di Coop Alleanza 3.0 Adriano Turrini, «abbiamo già acquisito in affitto un negozio adiacente per poter ampliare l’attività di un punto vendita che sta dando ottimi risultati». Gli stessi ottenuti anche dal 2019, il primo anno del Piano di Rilancio: l’Ebitda adjusted, la capacità di generare cassa prima di operazioni straordinarie, è tornato positivo per 33 milioni, con un recupero di 80 milioni rispetto al 2018. E le perdite sono state dimezzate rispetto all’anno precedente: il bilancio 2019 si chiude, infatti, con una perdita di 163,9 milioni che include svalutazioni e accantonamenti prudenziali per circa 80 milioni, contro i 29 previsti.

Nel 2019, inoltre, i ricavi del Gruppo in aggregato (compresi Robintur, librerie. coop e Alg) ammontano a 5,2 miliardi (+ 3% sul 2018) e le vendite a insegna Coop superano i 4,9 miliardi. Le vendite totali della sola Coop Alleanza 3.0 ammontano a 4,1 miliardi con una riduzione del 2,4% rispetto al 2018.

Proprio l’inversione della tendenza negativa delle vendite, spiega il direttore generale della cooperativa Paolo Alemagna, era uno degli obiettivi alla base del Piano di Rilancio. E questa tendenza positiva prosegue anche nel 2020, con gennaio già positivo e vendite in crescita nei mesi successivi, anche al di là dell’effetto approvvigionamento legato all’emergenza Covid.

Importanti risultati sono poi stati registrati, sottolinea Alemagna, per quanto riguarda la vendita dei prodotti a marchio Coop, la cui quota raggiunge il 24% nei prodotti confezionati. Al centro del Piano di Rilancio, che ha visto una riduzione imponente sulla catena dei costi pari a 77 milioni, c’è sempre stato poi il socio, si sottolinea; e nel 2019 infatti la Cooperativa ha distribuito loro vantaggi esclusivi per 138 milioni di euro. Di questi, 112,6 milioni sono stati garantiti dalle promozioni loro riservate.

«Possiamo dire con soddisfazione – rivendica Turrini – che nel 2019 siamo riusciti a fare tutto quello che avevamo previsto e comunicato ai nostri soci, e i risultati generati superano e migliorano le previsioni del Piano di Rilancio. Senza derogare mai ai principi che guidano la nostra attività, siamo riusciti a liberare risorse che saranno impiegate ad attuare quel cambio di passo necessario a riaffermare la nostra leadership sul mercato. Abbiamo ancora molto lavoro da fare – considera il presidente di Coop Alleanza 3.0 – ma il percorso intrapreso un anno fa, i risultati raggiunti e le prospettive per il 2020 ci consentono di guardare al futuro con ottimismo, ma soprattutto con quello stesso pragmatismo che ci ha consentito di invertire la rotta. Senza dimenticare mai che abbiamo le responsabilità che ci derivano dall’essere una cooperativa e che, quindi, tutto quel che facciamo, lo facciamo da cooperativa».

L’impegno per l’emergenza

A bilancio è finito anche l’impegno della cooperativa nei giorni di emergenza: «i benefici delle maggiori vendite – specifica Turrini – sono stati investiti nella sicurezza, di clienti, dipendenti e società»; ricordata la scelta di bloccare i prezzi per due mesi (fino a maggio, cioè; ma sembra si stia pensando già a nuove soluzioni), le convenzioni attivate con 200 Comuni per la consegna della spesa alle persone più fragili, le chiusure anticipate e domenicali, la flessibilità avuta per quanto riguarda ferie e cambio turni per i dipendenti con figli, e le donazioni alla comunità (66mila euro di spese sospese per 274 associazioni, materiale sanitario per 4 milioni alla Protezione civile, e altre donazioni alla Caritas e ai centri anti-violenza). —

Giovanna Corrieri

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