La Nuova Ferrara

Ferrara

la protesta 

Ferrara, i sindacati della sanità «Niente test al settore servizi»

2 MINUTI DI LETTURA





A distanza di quasi tre mesi dall’inizio dell’emergenza sanitaria in corso, e dopo una settimana dall’entrata ufficiale nella Fase 2, è «evidente, per quanto sta succedendo in questi giorni, che non siamo ancora totalmente preparati ad affrontarla in sicurezza».

A denunciarlo sono i sindacati Cgil, Cisl e Uil della sanità ferrarese, per i quali «vi è la necessità che non esistano in tema di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro, lavoratrici e lavoratori di serie A e di serie B».

Nelle Aziende sanitarie ferraresi, per il personale delle ditte in appalto, scrivono le tre sigle sindacali, «non è stata ancora messa effettivamente a regime la programmazione per tutti, dei test sierologici di questi operatori, dagli addetti alle pulizie, ai manutentori, al personale deputato ai trasposti interni. In particolare, proprio per quest’ultimo, che lavora fianco a fianco con gli operatori della sanità pubblica dell’ospedale Sant’Anna di Cona, non è stato ancora effettuato alcun test sierologico. Così come non sono stati effettuati i test sierologici al personale amministrativo e tecnico, nonostante le nostre ripetute richieste, dipendenti dell’Asl, mentre sono stati fatti a quelli dell’Azienda ospedaliera, pur lavorando nei cosiddetti servizi comuni, nello stesso servizio quindi, ma con trattamento diverso evidentemente».

Non vengono inviati i dati sugli screening effettuati sui dipendenti, e non è possibile conoscere i dati in modo tempestivo, continua la denuncia dei sindacati: «non abbiamo contezza del personale risultato positivo al tampone a oggi dall’inizio dell’emergenza, solo dati parziali e difficili da trovare. L’unico luogo indicato per la divulgazione dei dati è il sito dell’Azienda ospedaliera, ma purtroppo i dati Asl sono parziali e mai aggiornati. Riteniamo che sia doveroso e imprescindibile, per le aziende sanitarie del nostro territorio, disporre i varchi di controllo in ogni ingresso di ogni struttura sanitaria per misurare la temperatura e verificare la corretta adozione delle misure di sicurezza, purtroppo spiace evidenziare che l’Azienda Usl di Ferrara, in questo, ancora sta prendendo tempo, anche se la data del 18 maggio è trascorsa da un po’ ormai».

In vista poi della piena ripresa delle attività ordinarie, «occorrono modifiche organizzative e strutturali, anche temporanee, che permettano di dare risposta ai tanti cittadini che in questi mesi non hanno potuto fare visite e interventi, ma in assoluta sicurezza», concludono Cgil-Cisl-Uil, chiedendo maggiore partecipazione nelle decisioni da adottare: «i lavoratori devono essere coinvolti nelle riorganizzazioni, servono protocolli precisi e chiari sui comportamenti da adottare. Esternalizzazioni e delocalizzazioni hano reso in maniera evidente il nostro sistema maggiormente vulnerabile». —

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google