In fuga dalla città verso le frazioni vicine
Ferrara perde oltre mille residenti dal 2005, guadagnano abitanti i paesi a breve raggio, calano i centri più lontani
“2020, fuga dalla città”. Potrebbe essere il titolo di un romanzo o di un film, ma è in pratica quello che nella realtà lentamente è successo in questi ultimi anni, con una perdita progressiva della popolazione residente nel centro urbano di Ferrara e un incremento in alcuni casi significativi, di paesi in campagna, non lontani dai servizi del capoluogo.
Un fenomeno che potrebbe accentuarsi ulteriormente dopo i drammatici mesi di questa pandemia con la richiesta sempre più consistente di spazi all’aperto, di giardini e prati che la città a differenze del forese non sempre è in grado di offrire.
Se il mercato immobiliare sta già rivelando un cambiamento di gusti con maggiori richiesta della campagna e degli spazi, già da anni è in atto questo piccolo esodo verso paesi vicini al capoluogo che nel frattempo sono aumentati.
Il caso in percentuali più significativo è quello di Fondo Reno che ha raddoppiato la popolazione in una quindicina di anni. Ed è proprio andando ad analizzare i dati anagrafici del 2005 con quelli attuali del 2020, forniti dall’ufficio statistica del Comune di Ferrara che si scoprono i flussi, fermo restando un calo complessivo nella popolazione del Comune.
Ferrara in quindici anni, nonostante il fenomeno migratorio, ha perso 1.269 abitanti. Per contro alcuni paesi nonostante il tasso demografico provinciale sia tra i più bassi d’Italia, hanno fatto registrare incrementi significativi. Numericamente il record spetta a San Martino che in 15 anni è aumentato del 25% con un incremento di 527 residenti. Altro significativo balzo in avanti lo ha fatto registrare Quartesana con 241 residenti in più. Il podio è completato da Boara cresciuta di quasi duecento unità con una crescita costante. E sono proprio i paesi più vicini alla città che hanno beneficato dell’incremento della popolazione: da Gaibanella a Francolino, da Fossanova San Marco a Pontegradella.
Viceversa sono i centri più periferici e ai confini del vasto territorio comunale ad aver pagato in questi anni il calo demografico con significativi cali della popolazione. In questo caso hanno perso abitanti Marrara, Fossadalbero, Denore e Baura, Ravalle. Si segnala il caso di Cassana-Porotto, in crescita fino al 2016 e negli ultimi anni invece hanno fatto registrare un calo.
Da notare che i centri di Malborghetto, Barco e Pontelagoscuro per l’ufficio statistica sono considerati quartieri di Ferrara e non più frazioni. —
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