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Inventa donazione della Fusi Ma il prete scopre l’inganno

D.B.
Inventa donazione della Fusi Ma il prete scopre l’inganno

Donna uccisa a Copparo: «Nel suo testamento 40mila euro per la parrocchia» Truffa tentata da Perini con tre complici ai danni di don Morcavallo, denunciati 

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La modalità e l’autore della tentata truffa sono ormai conosciute, ma stavolta è stato superato un limite forse mai raggiunto nei tanti precedenti compiuti. La truffa, fortunatamente non andata a buon fine, era stata tentata da Cristiano Perini, il “truffator scortese” di preti e prelati. Al suo fianco altre tre persone, tutte denunciate in stato di libertà alla Procura per il reato di “tentata truffa in concorso”. Truffa che i quattro hanno cercato di perpetrare ai danni di don Francesco Pio Morcavallo, parroco di Berra e Cologna.

Proprio di quest’ultimo paese era Cinzia Fusi, la 34enne uccisa il 24 agosto dello scorso anno dal compagno e datore di lavoro copparese, Saverio Cervellati.

la telefonata

Due giorni dopo questa immane tragedia, che ha segnato le comunità di Cologna e Copparo, ecco arrivare le “strane” telefonate al parroco di origini modenesi. Prima quella di un sedicente direttore di banca e, in seguito, quella di un sedicente notaio. I due spiegavano al parroco come la 34enne avesse deciso di donare 40mila euro alla parrocchia di Berra, solo che per istituire la pratica della donazione era necessario versare un anticipo, calcolato nel 7.5% dell’intera somma, ovvero 3mila euro.

la denuncia

Ed ecco che don Morcavallo si recava alla stazione dei carabinieri per denunciare il tentativo di truffa. Il prelato riferiva di essere stato contattato dalle due persone, le quali lo avevano informato di detenere un testamento, consegnato tempo addietro da Cinzia Fusi, con il quale donava 40mila euro alla parrocchia di Berra. Gli interlocutori spiegavano al sacerdote come, dovendo istruire la pratica relativa al lascito, necessitavano urgentemente di 3mila euro per procedere al pagamento di bolli ed oneri vari. Chiedevano così a don Morcavallo di eseguire immediatamente un bonifico bancario, comunicandogli l’Iban. Ma il sacerdote si è insospettito, soprattutto della pressione esercitatagli dai due sedicenti professionisti per il versamento della somma. E così chiedeva loro un incontro, al fine di pagare eventualmente in contanti la somma richiesta. I due anonimi interlocutori, però, con la scusa della trasparenza bancaria e della normativa contro il riciclaggio, asserivano che non potevano accettare denaro contante e che, pertanto, era necessario procedere con estrema urgenza ad effettuare il bonifico bancario. Suggerivano al parroco di anticipare la somma utilizzando il suo conto corrente privato, e poi a giorni avrebbe ricevuto il bonifico con l’importo di 40mila euro.

Ma, a differenza di altri parroci truffati da Perini, quello di Berra e Cologna è più giovane e ha capito subito la situazione. Fra l’altro, don Morcavallo conosce la famiglia della 34enne che lei manteneva, quindi è impensabile che avesse già preparato il testamento e con una donazione tale alla parrocchia.

I militari, dopo i necessari accertamenti bancari e telefonici, hanno denunciato Perini (con aggravante per i precedenti) e i tre complici, intestatari di conti correnti e utenze telefoniche usate dal 50enne ferrarese. —

D.B.

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