Pesche e nettarine: produzione in calo Percoche dimezzate
L’offerta europea di pesche e nettarine per la stagione 2020 si stima al di sotto di 3,2 milioni di tonnellate, con un calo del 17% rispetto al 2019. Queste le previsioni emerse dall’Assemblea delle Regioni Europee dell’Ortofrutta, con la partecipazione di Cso Italy, che ha fornito le stime per l’Italia.
«Il 2020 nel complesso sembra essere caratterizzato da scarse produzioni per tutte le drupacee. Lo avevamo visto per le albicocche e ora per le pesche – ha commentato il direttore Elisa Macchi – Nel nostro Paese inoltre, ai problemi strutturali che ci portiamo dietro da anni, quest’anno si sono aggiunte le difficoltà di gestione del lavoro legate all’emergenza sanitaria e quelle dovute alle gelate fuori stagione».
L’Italia è stata la più colpita dalle gelate, in particolare nel Nord, a cui si aggiunge la riduzione delle superfici dedicate (-5%), un trend peraltro già evidente da diversi anni nella maggior parte dei bacini produttivi. Le stime 2020 di pesche-nettarine (escluse percoche) si attestano dunque per l’Italia – ha evidenziato Macchi – a poco meno di 820 mila tonnellate, in flessione del 28% rispetto al 2019. Il calo delle percoche raggiunge il 44% sullo scorso anno.
In Grecia, dove si sono registrati danni da gelo in Macedonia, prima regione per produzione nazionale, le previsioni (percoche escluse) indicano volumi di poco superiori alle 300 mila tonnellate, in calo del 10%; per le percoche –8%. In Spagna, a causa di gelate e piogge, i volumi attesi sono di poco superiori a 1 milione 100 mila tonnellate per quanto riguarda il prodotto fresco (pesche e nettarine), in contrazione del 14%. Per le pesche piatte si prevedono 282 mila tonnellate, con un calo del 13%. Per le percoche i volumi saranno in linea con lo scorso anno.
I danni da gelo si sono fatti sentire anche in Francia, dove per il prodotto fresco le stime si attestano su 183 mila tonnellate, un 7% in meno rispetto al 2019.
Annota Tomas Bosi, esperto delle produzioni di Cso Italy: «L’analisi dei dati fa emergere un calo della superficie peschicola che interessa diverse regioni europee. In Italia, soprattutto al Nord, è una dinamica che si verifica ormai da tempo, ma da due anni anche in Spagna». —
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