Una lettera al premier Conte per sostenere le scuole private
È l’iniziativa di un gruppo di genitori e insegnanti: «Per dire ci siamo anche noi» La protesta: per il Governo i nostri istituti realtà invisibili, ma sono qui da 50 anni
PORTO GARIBALDI
Ha ottenuto un’ampia adesione e tanta solidarietà l’iniziativa #Noisiamoinvisibili, promossa dalla Scuola d’infanzia paritaria Sant’Antonio di Porto Garibaldi, per spronare il Governo ad adottare misure di sostegno per le scuole private.
la richiesta
Tutto è partito nei giorni scorsi con un flashmob lanciato via social dalla scuola, a cui hanno aderito i bimbi, con i loro genitori, realizzando disegni sui quali campeggia l’arcobaleno, insieme all’amaro sfogo “Noi siamo invisibili per questo Governo”.
La scuola, gestita dalla Congregazione delle Suore Francescane missionarie di Cristo, con sede a Rimini, operativa a Porto Garibaldi sin dagli anni ’70, ha preso carta e penna per esternare al premier Giuseppe Conte, lamentele e perplessità. «Sembra che le scuole paritarie non abbiano voce in capitolo – annota Veronica Bonazza, insegnante e coordinatrice didattica della Scuola d’infanzia paritaria Sant’Antonio –; la bozza del Decreto Rilancio sembra che mirasse ad aiuti concreti alle famiglie, salvando così tutte le scuole, pubbliche, statali e paritarie come la nostra. Voglio aggiungere che le scuole paritarie sono parte integrante del territorio. Iscrivere i propri figli alla scuola privata paritaria è una scelta dettata da principi educatici e di credo, ma c’è la falsa idea che si tratti di una scuola d’élite. Vorremmo, piuttosto, che questa idea venisse abbandonata».
i numeri
Sessanta sono i bambini - con età da 3 a 5 anni - iscritti alla scuola, nella quale insegnano tre docenti, affiancate da un educatore esperto in attività psicomotoria, da personale ausiliario esterno e da tre suore francescane, le quali si occupano dell’accoglienza in portineria e delle attività amministrative. In piena emergenza sanitaria l’asilo Sant’Antonio si è trovato alle prese con grosse difficoltà e «sarebbe stato questo il momento in cui il Governo avrebbe dovuto metter mano a contributi, piuttosto che a sovvenzioni – prosegue la stessa Bonazza –, ed a tutto quello che fosse stato possibile fare per dare una mano».
Le maestre coinvolgono così le famiglie, trasmettendo loro una lettera nella quale espongono le ragioni del flashmob di sensibilizzazione, richiamando la lettera di protesta inviata al premier.
gli aiuti
E la rete di condivisione e di solidarietà si è subito fatta sentire con un’adesione corale, a dimostrazione dell’affetto e dell’attaccamento dei bambini e dei loro genitori all’asilo gestito dalle suore francescane e guidato da suor Alba. Insegnanti e religiose hanno così spezzato il silenzio rispetto ad un tema che il più delle volte è passato sotto traccia, quello degli aiuti statali alle scuole private.
«Siamo riusciti a cancellare la retta di frequenza – prosegue la coordinatrice didattica –, però abbiamo rivisto e mantenuto tutta la didattica a distanza tramite Whatsapp, trasmettendo tutti i giorni ai genitori dei nostri bimbi iscritti dei video, delle storie, degli indovinelli, giochetti ed attività specifiche, e proseguiremo con queste modalità, almeno sino al mese di giugno». —
KATIA ROMAGNOLI
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