Video-confronto al “Pascoli” sulla didattica a distanza
Esperta, docenti e genitori hanno analizzato gli effetti subiti dagli alunni dell’istituto comprensivo partendo da un filmato
CENTO
Tra genitori, insegnanti ed esperti, dialogo aperto all’istituto comprensivo Pascoli di Cento, per riflettere e confrontarsi sulle problematiche dei ragazzi ai tempi del Covid 19.
DIALOGO VIRTUALE
Si è concluso lunedì il ciclo d’incontri virtuali sulla piattaforma Meet con la dottoressa Maria Benedetta Atti e i genitori degli alunni della scuola secondaria di primo grado, interessati a dialogare sulle problematiche dei ragazzi e delle famiglie ai tempi del coronavirus.
I genitori, in questa fase del tutto nuova della vita della scuola italiana, continuano ad avere un ruolo fondamentale. Prima con la dottoressa Atti la visione e il commento a un video prodotto dagli operatori del “Progetto punto di vista – Promeco”, in cui due adolescenti undicenni simulano una chat circa le situazioni e i sentimenti vissuti nel periodo dell’emergenza, poi è stato analizzato il punto di vista dei ragazzi e al contempo quello degli adulti, due facce contrapposte della stessa medaglia.
PUNTI DI VISTA
«Da un lato i ragazzi – spiega la professoressa Elena Giorgi – hanno vissuto e, in parte, continuano a vivere l’interruzione della quotidianità, con conseguenze anche sul ritmo sonno/veglia. A volte hanno constatato un aumento dei litigi con i fratelli e in altri momenti la scoperta di nuove relazioni, più intime con i propri familiari. Per alcuni con difficoltà di relazione è stato difficile far accettare l’invadenza della webcam che mostra la propria casa, per altri è stato motivo di apertura».
Poi il punto sul “mondo” degli adulti, che «hanno dovuto rivedere e riorganizzare la propria attività lavorativa (per chi ha continuato a lavorare), chi ha dovuto affrontare problemi economici a causa del mancato lavoro, la gestione degli spazi e dei tempi all’interno della casa, i vari collegamenti a distanza col mondo lavorativo e la didattica a distanza per i figli, il contenimento degli stati emotivi dei propri ragazzi e la paura per gli amici e i parenti più fragili».
LE CONCLUSIONI
Nel ringraziare la dottoressa Atti, tutti i docenti e i genitori partecipanti al video-incontro, la professoressa Giorgi riporta le riflessioni e le considerazioni emerse su cosa questo periodo lascerà: «Oltre la paura del virus, i nostri ragazzi hanno sofferto la mancata quotidianità negli ambienti scolastici, luoghi in cui avviene la socialità. La didattica a distanza ha rappresentato un filo molto importante di unione tra famiglia e scuola, ma la speranza è quella di poter tornare in modo migliore all’attività educativa ordinaria e di rivederci a scuola, nelle nostre classi». —
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