Bene l’Ecomuseo di Argenta Per gli altri è solo l’inizio
Primi, timidi segnali di riapertura anche nel sistema museale. Da Argenta e fino a Pieve di Cento qualcuno ha ripreso ad accogliere visitatori, meglio, ne ha consentito l’ingresso. Ma con quali risultati? Le visite ci sono state, magari proprio approfittando di minori file e maggiore opportunità di osservare le opere esposte, umane e naturalistiche, viste le diverse tipologie, con tutta calma? Il primo bilancio è fra luci e ombre.
ARGENTA IN FESTA, IL MAF NO
Ha ripreso alla grande la propria attività l’Ecomuseo delle Valli di Argenta, registrando in questo weekend una forte affluenza: dopo la riapertura di martedì, sabato le prime visite, ieri il bis.
«Erano prenotate tutte - ci dicono dalla reception -, l’ingresso è contingentato anche all’area aperta, così siamo scesi dal massimo di 30 persone a piedi e 25 in bicia gruppi di 18. La primavera è sempre stato un momento pieno, è più facile dover dire che non c’è posto. Queste prenotazioni sono arrivate dopo l’annuncio della riapertura, non erano precedenti al lockdown».
Risalendo il territorio provinciale, ecco il Maf di San Bartolomeo. Qui, invece, regna lo sconforto: «Abbiamo riaperto il 19, ma ancora non si vede quasi nessuno. Prima, ogni 15 giorni organizzavamo un evento domenicale, poi c’erano le visite guidate ai gruppi, alle scolaresche: abbiamo perso tutto ed erano prenotati da tempo. I gruppi da 50/60 persone non li possiamo più accettare, far confronti con il passato è impossibile. Per questo semestre sarà così, vedremo in autunno, se riusciamo a fare eventi, recuperarne, se le scuole apriranno regolarmente e faranno le uscite. Eravamo un museo molto attivo... speriamo».
ALTI E BASSI
Arriviamo ora nel Bondenese, precisamente a Stellata e al suo museo archeologico: «Abbiamo aperto sabato - spiega Daniele Biancardi -, ma la partenza è con freno tirato, come tutte le cose bisogna prendere il ritmo e far girare la comunicazione. Ora ci troviamo per organizzare iniziative per i prossimi mesi. Con le scuole avevamo smesso di lavorare dentro al museo, perché facevano pagare i trasporti alle famiglie, allora andavamo noi nelle classi per fare attività didattica sull’archeologia. Poi c’era l’attività museale con gruppi organizzati, visite guidate, ma ci vorrà tempo per riprenderle».
Infine, sconfiniamo oltre il Reno e approdiamo al Magi ’900, museo di Pieve di Cento: «Lenta la settimana, prenotazioni nel weekend», il primissimo bilancio della direttrice Valeria Tassinari. Che aggiunge: «Durante la settimana lavoravamo moltissimo con le scuole e avevamo prenotazioni piene per tutti i giorni. Il resto del pubblico è da fine settimana e adesso abbiamo messo la prenotazione consigliata: la gente inizia a farsi sentire, nonostante le belle giornate e la voglia di stare all’aperto. Comunque, durante la settimana telefonate per informazioni ne sono arrivate: qualcosa inizia a muoversi». —
Sergio Armanino
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google