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fase 2 ancora indefinita 

Ferrara Fiere al palo «Molta preoccupazione»

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Il destino di Ferrara Fiere è appeso al filo di una ripartenza post-Covid che ancora non si vede all’orizzonte. Molto dipenderà dall’incontro che in settimana il presidente regionale Stefano Bonaccini assieme ai vertici delle società fieristiche italiane ha annunciato con il ministro Gualtieri, «per capire quali possano essere le opportunità o le possibilità sia nel Decreto Rilancio del governo sia anche in possibili investimenti ad hoc per il futuro», ha detto lo stesso governatore. I ballo c’è tra l’altro un fondo ad hoc per il sistema fieristico.

Filippo Parisini, presidente dell’ente ferrarese che dipende da BolognaFiere, non nasconde di essere «molto preoccupato» per l’impossibilità di programmare attività «di sicuro indotto per il territorio». Da Bonaccini attende indicazioni in vista del Consiglio d’amministrazione del 29 maggio, che nelle speranze degli operatori doveva essere l’occasione del rilancio, mentre a tirare le fila sarà l’assemblea del 30 giugno. Con l’università non ci sono stati ulteriori contatti dopo l’offerta di nuovi spazi nei padiglioni di via Fiere da parte di Parisini, a seguito dell’espressa volontà del rettore di portare avanti le lezioni anche in presenza nell’anno 2020-21. Ed eventuali scenari d’impiego degli spazi per la ripresa dell’attività scolastica restano per il momento sospesi nell’indeterminatezza che circonda l’intera partita della pubblica istruzione.

Intanto il presidente di BolognaFiere, Gianpiero Calzolari, e i membri del Cda hanno deciso di ridurre del 50% i rispettivi emolumenti per rispondere alla crisi. A Ferrara non è stata ancora presa una decisione in merito. —

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