La Nuova Ferrara

Ferrara

Emergenza coronavirus a Ferrara
emergenza coronavirus

Un’altra vittima del covid-19, il gelataio di Migliaro

Un’altra vittima del covid-19, il gelataio di Migliaro

Nevio Visentini, 83 anni, era ospite di Casa Alma. Ieri nessun nuovo contagiato e dieci nuovi ricoveri di soli casi sospetti

4 MINUTI DI LETTURA





FERRARA. Anche nelle ultime 24 ore non si sono registrati nuovi contagi nella nostra provincia, ma dopo l’ultimo decesso registrato mercoledì, ieri va purtroppo aggiornato il lungo elenco delle vittime ferraresi del Covid che ha raggiunto quota 161.

Migliaro in lutto

Il decesso registrato nella giornata di ieri è quello di Nevio Visentini, 83enne di Migliaro. Si tratta della prima vittima di questa località, ma la settima del Comune di Fiscaglia, anche questa proveniente da una struttura per anziani, Casa Alma (ottavo ospite morto della struttura codigorese). Visentini, conosciuto con il soprannome di “Nives”, era stato ricoverato all’ospedale del Delta di Lagosanto il 7 maggio, poi spostato al reparto di pneumologia del Sant’Anna di Cona, dove è deceduto ieri alle 2. 30 del mattino. Aveva patologie pregresse concomitanti, «ma il coronavirus ha complicato il quadro clinico», ci racconta la nipote Erika.

Visentini era molto conosciuto a Migliaro e non solo per i suoi gelati, i suoi frappé e i suoi cricri, specialità che richiamava alla gelateria Visentini persone anche dai paesi vicini: «L’avevano aperta lui e mio padre ed è rimasta attiva per 42 anni. Dopo la morte di mio padre – continua Erika – insieme a mio zio ci abbiamo lavorato io e mia madre, ma quando per ragioni di salute mi sono ritrovata sola nella gestione ho provato con alcune dipendenti, finché tre anni fa sono stata costretta a chiudere».

L’83enne non si era mai sposato, continuando a vivere proprio con la nuora e la nipote, fino a pochi mesi fa: «Lo scorso ottobre sono iniziati i problemi seri di salute, ma purtroppo è stato decisivo il virus. In aprile, quando il Covid si è diffuso dentro Casa Alma non aveva sintomi, non era stato contagiato, ma ad inizio maggio ha accusato i primi sintomi e mescolati con le altre sue patologie hanno reso necessario il ricovero al Delta. Purtroppo, nel frattempo ha accusato un ulteriore grave problema ed è stato portato a Cona, ma ormai non c’erano più speranze».

Tantissimi i messaggi di cordoglio giunti in queste ore alla nipote Erika ed alla cognata Floriana, ma per le normative vigenti l’ultimo saluto a Visentini sarà comunque riservato ai soli familiari. L’addio è previsto mercoledì alle 10 nella camera mortuaria del Sant’Anna, poi l’ultimo viaggio al Tempio della cremazione di Ferrara.

Il caso?

Alla nipote dell’83enne di Migliaro ha però infastidito un’altra notizia: «I medici ci hanno comunicato che mio zio aveva contratto anche la legionella, probabilmente per aver bevuto acqua di rubinetto. Covid e legionella hanno sicuramente influito sul decesso di mio zio. E ho il grande rammarico di non averlo più potuto vedere già da inizio febbraio...».

Ma l’ipotesi legionella non viene confermata: «A Casa Alma non vi è alcun caso di legionella», secondo la responsabile della struttura codigorese, che aggiunge: «Vi erano stati dei problemi di questo tipo nel 2019, perciò ora prestiamo grande attenzione, tanto più in questi momenti di diffusione del virus, considerando che la legionella si diffonde soprattutto in presenza di acqua vaporizzata, dunque per le docce o quando laviamo gli ospiti. Proprio tra la fine di aprile e inizio maggio abbiamo effettuato uno specifico test sulla legionella e non sono registrati casi. In quel periodo l’ospite era ancora in struttura, quindi non può averla contratta qui». Fra l’altro, giovedì all’interno della struttura gestita dall’Asp del Delta Ferrarese è stato effettuato il secondo tampone a tutti gli ospiti, dopo che il primo ha dato esito negativo per tutti gli ospiti. La speranza è che gli esiti attesi diano identico risultato.

Il bollettino

Proprio sul fronte dei tamponi eseguiti viene il dato più confortante registrato dal bollettino rilasciato ieri dalle autorità sanitarie: nessun nuovo positivo al Covid, mentre i tamponi eseguiti sono stati 32, tutti negativi e di questi il picco a Ferrara con 13 tamponi e 7 a Copparo. Per quanto riguarda i tamponi complessivi in attesa ancora di esito, sono però 128: di questi, la punta maggiore a Fiscaglia con 44 tamponi sospesi (anche per le case di riposo della zona)e 30 a Ferrara e 22 a Codigoro (per il monitoraggio all’interno di Casa Alma).

Negli ospedali della provincia, dai dati resi noti, i ricoverati sono stati 11: tutti casi sospetti Covid, 5 di questi ricoverati all’ospedale di Cona, 4 all’ospedale del Delta mentre due i casi sospetti all’ospedale di Cento, e uno di questi pazienti da fuori provincia.

Numeri confortanti

I numeri dunque continuano a diminuire e confortano per l’annullamento sempre più massiccio delle limitazioni. Ad esempio, un altro fronte, quello di pazienti monitorati fuori dagli ospedali vede solo 2 persone entrate in isolamento domiciliare, mentre zero quelle entrate sotto sorveglianza telefonica. Inoltre le persone uscite da isolamento e sorveglianza nel Ferrarese sono 27.

Infine, un altro bollettino, quello che arriva da Budrio, il cui ospedale in queste settimane ha interessato numerosi cittadini ferraresi, perlopiù dell’Argentano, anziani soprattutto ospiti delle case di riposo gestite da privati a Vedrana di Budrio. Attualmente sono in tutto 28 malati di Covid, mentre 96 guariti e purtroppo solo a Budrio, 26 i deceduti. Infine dei 28 malati, solo 11 sono in ospedale e nessuno in terapia intensiva. Anche questi segnali che ci stiamo lasciando alle spalle l’emergenza sanitaria. –

© RIPRODUZIONE RISERVATA


 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google