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Ecco la mascherina “fashion” Da Longastrino vola a Parigi

Ecco la mascherina “fashion” Da Longastrino vola a Parigi

Della Rovere, gruppo Zaina, trasforma il dispositivo in un capo da gala I tre negozi hanno riaperto con armadio sanificatore e videocontrolli 

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la curiosità

A nessuna azienda ferrarese è riuscita la riconversione spinta sulla produzione industriale di mascherine chirurgiche tipo Dpi, a causa delle difficoltà di certificazione prima e del prezzo “politico” a 50 cent poi. Nella Fase 2, della mascherina anche come capo d’abbigliamento, sembrano muoversi con maggiore agio le griffe del nostro sistema moda. È il caso del maglificio Della Rovere che sta sfornando mascherine destinate alle occasioni speciali. «Abbiamo ricevuto sollecitazioni da nostri clienti esteri, in particolare a Parigi, per prodotti di buon taglio in grado di non far sfigurare chi li indossa magari in una serata importante - spiega Gian Luigi Zaina, numero uno di Della Rovere e degli industriali ferraresi - Abbiamo quindi attivato una produzione di diverse migliaia di pezzi destinati in gran parte all’export, ma che saranno acquistabili anche nei nostri negozi di Longastrino, Bologna e Cervia». Il prezzo è 30 euro per un prodotto riutilizzabile.

I negozi della griffe argentana sono stati adattati alla Fase 2 con investimenti e accorgimenti specifici. In particolare, sono stati acquistati armadi da 4mila euro in grado di sanificare con il procedimento della ionizzazione, in 35 minuti, i capi provati dai clienti. Sono in arrivo anche specifici portali d’ingresso capaci di verificare in maniera istantanea che il cliente indossi correttamente la mascherina e abbia una temperatura corporea inferiore a 37,5°: solo in quel caso scatta la luce verde. —

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