Ferrara, ai tavoli solo su prenotazione Accessi controllati in San Romano e Mayr
Sindaco e vice: progetto pilota. La zona pedonalizzata tre volte la settimana e vigilantes con contapersone agli ingressi
Sindaco e vice parlano di «progetto pilota»: in tutta Italia i sindaci chiudono locali e riducono gli orari, a Ferrara scatta la Movida a numero chiuso.
Ferrara inventa’Movida sicura’e pensa a chiudere l’asse stradale di Carlo Mayr e San Romano che verrà pedonalizzato, gli accessi controllati e si potrà accedere al servizio al tavolo dei locali solo su prenotazione. Benvenuti dunque, alla Movida ferrarese a numero chiuso. Contingentata, controllata da forze dell’ordine e vigilantes privati che dotati di contapersone – questa l’ipotesi – daranno il via libera agli accessi ai numerosi locali. «Questo è il progetto su cui stiamo lavorando – spiega il sindaco Alan Fabbri – per conciliare divertimento e tutela della salute in questo momento delicato: abbiamo cercato e trovato collaborazione con i locali affinché ci si possa divertire rispettando le regole». Lo stesso sindaco spiega il progetto nel dettaglio: «la pedonalizzazione di alcune aree, ampliamento degli spazi dedicati alle distese, utilizzo da parte degli esercenti della vigilanza privata e controllo degli accessi alle zone del divertimento, attraverso il metodo delle prenotazioni dei tavoli ed eventualmente del numero chiuso».
Suolo pubblico azzerato
Qualcosa si era già mosso per andare incontro alle esigenze dei gestori dei locali: dai primi di maggio, anticipando il decreto Rilancio, il Comune di Ferrara ha azzerato la tassa di occupazione di suolo pubblico, e adesso con l’ampliamento delle distese e le nuove indicazioni si darà la possibilità ai locali di sistemare i tavoli in modo distanziato e di gestire prenotazioni, «evitando che i luoghi del divertimento diventino luoghi a rischio contagio», il monito-auspicio del sindaco Fabbri. L’ordinanza in merito alle nuove regole – fanno sapere sindaco e vice – è già pronta e verrà firmata entro il fine settimana. Una ordinanza calibrata e pensata spiega il vicesindaco Nicola Lodi nel ruolo di assessore alla sicurezza, rammentando l’incontro di ieri mattina con le associazioni commercianti «in cui è stato trovato un accordo da formalizzare nelle prossime ore».
Tutti i locali, dal conteggio di Lodi sono ben 13 quelli interessati, dovranno applicare lo stesse regole: «prenotazione obbligatoria di un tavolo e vigilantes all’ingresso della zona pedonalizzata per verificare l’accesso finalizzato alla consumazione nei dehor». Quello che il provvedimento vuole evitare è che nelle zone intorno ai locali si formino assembramenti: «La chiusura – dice Lodi – riguarderà la parte più centrale di via Carlo Mayr, via San Romano e piazza Verdi, dove disporre tavolini e varrà per tre sere a settimana: mercoledì, venerdì e sabato».
144 domande per dehor
«Siamo in attesa – chiude Lodi – che tutti i locali contribuiscano a dare il via ad un servizio di vigilanza privata». Ultimo ma non ultimo, i controlli dopo gli orari di chiusura delle forze dell’ordine: «per evitare che piazza Verdi torni ad essere un luogo di aggregazione notturna incontrollato, un rischio in termini di potenziale ripresa del contagio». Intanto, oggi parte l’elaborazione del piano distese per l’ampliamento delle zone assegnate ad ogni locale: 144 le domande arrivate in Comune dagli esercizi. –
Daniele Predieri
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