I cambi a Emil Banca Penalizzata ancora la rappresentanza dei ferraresi nel Cda
Dai tempi di Sproccati non c’è nessun esponente estense Il presidente Magagni ha lasciato il posto a Massa
Che ad Emilbanca ci fosse un problema lo si avvertiva da qualche tempo. La prova? Il direttore generale Ravaglia avrebbe dovuto andare in pensione alla fine dell’anno ma nell’autunno dello scorso anno gli fu chiesto di rimanere e quello è stato un chiaro segnale che le voci che all’interno della banca di credito cooperativo trovavano una conferma.
Il cambio
In questi mesi Giulio Magagni (che vanta 35 anni di attività nel mondo cooperativo) ha continuato a svolgere il proprio ruolo soprattutto a Roma in Iccrea. Incassato il sì di Ravaglia a rimanere almeno per questo anno e probabilmente anche per il prossimo si è individuato il successore di Magagni anche perché a giugno è prevista l’assemblea dei soci che si svolgerà non più con una partecipazione in massa dei soci ma con una presenza limitatissima degli stessi a causa degli effetti della pandemia.
Magagni che conosce molto bene la realtà estense (anche la moglie è ferrarese essendo originaria di Berra) ha inviato una lettera al consiglio d’amministrazione dove annunciava le dimissioni da presidente di Emil Banca, attiva a Bologna, Modena, Ferrara, Reggio Emilia, Parma e Mantova. Non è stato quindi un fulmine a ciel sereno visto che negli ultimi mesi parrebbe che qualcosa si sia incrinato tra il presidente e il cda.
Toccherà all’attuale vice, Graziano Massa, prendere i il testimone (l’assemblea dei soci a fine giugno dovrà approvare il bilancio 2019 e rinnovare le cariche sociali, arrivate a naturale scadenza). Diverse le novità nella lista unica che sarà sottoposta al giudizio degli oltre 50 mila soci della Bcc. A prendere il posto di Magagni nel cda della banca, come rappresentante dei soci di Bologna, è stato candidato l’ex ministro dell’ambiente Gian Luca Galletti. In arrivo nuovi candidati da Parma e Reggio Emilia. Ancora una volta Ferrara che pur vanta una notevole presenza di soci e che qui vanta una buona presenza costituita da cinque sportelli, due a Ferrara città ed uno ciascuno ad Argenta, Ostellato e Portomaggiore, non avrà rappresentanza. Evidentemente il peso specifico di alcuni settori dell’associazionismo e delle cooperative è giudicato non adeguato e, a quanto pare, nessun nome forte è stato fatto a differenza di quanto accaduto a Bologna, Reggio Emilia e Parma e Modena anche se nelle province di Modena e Parma la presenza della banca di credito cooperativo è assai minore rispetto a quella di Ferrara. Anche nelle precedenti assemblee dei soci Ferrara rimase senza rappresentanti.
Lo è da anni da quando venne sacrificato Ugo Sproccati a vantaggio di un candidato modenese. Diverse le novità nella lista unica che sarà sottoposta al giudizio degli oltre 50 mila soci della Bcc. Ferrara in seno al consiglio di amministrazione continuerà a rimanere il fanalino di coda. —
M.Bar.
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