«I pazienti Covid a Cona a Lagosanto quelli ordinari»
La proposta del sindaco Bertarelli sulla riorganizzazione della sanità nella fase 2 «Riportare all’ospedale del Delta cardiologia, dialisi, ematologia e ps pediatrico»
Liberare l’ospedale di Lagosanto per l’assistenza ai pazienti ordinari e concentrare l’attività per i pazienti Covid all’ospedale Sant’Anna. E ancora: riaprire la cardiologia, il servizio psichiatrico, l’emodinamica e la dialisi all’ospedale del Delta potenziando al massimo e al più presto anche gli ospedali di Argenta e Cento.
Il sindaco di Lagosanto, Cristian Bertarelli, ha diffuso ieri la sua proposta di riorganizzazione della sanità provinciale nella “fase 2”, con particolare riferimento al distretto Sud-Est, cioè all’area territoriale del basso ferrarese. Uno scenario che sarà presentato alla Conferenza socio-sanitaria e che cerca di dare una risposta alle osservazioni dei sindaci che avevano già contestato l’ipotesi di mantenere un ospedale Covid a Lagosanto. Bertarelli ricorda che «la proposta di Asl e S. Anna alla Conferenza» prevede che «i pazienti con malattia di Covid-19 accertata della provincia di Ferrara sarebbero distribuiti in base al distretto di appartenenza. Nello specifico, all’ospedale hub di Cona quelli del distretto Centro Nord e all’ospedale spoke del Delta i pazienti del distretto Sud-Est e Ovest. L’ospedale di Cona accoglierebbe inoltre, indipendentemente dal distretto di provenienza, tutti i pazienti della provincia con Covid-19 che hanno necessità di ventilazione non-invasiva avanzata e invasiva (intubazione) o intervento chirurgico urgente».
Ma, ribatte Bertarelli,«i pazienti affetti da Covid-19 hanno il diritto di ricevere le cure migliori possibili indipendentemente dal distretto di appartenenza (e Cona è dotato di medici specialisti, pneumologi e infettivologi, che mancano allo spoke del Delta). Inoltre la struttura dell’ospedale di Cona rende possibile il confinamento in reparto dei pazienti Covid e una rigorosa separazione dei percorsi “puliti” da quelli “sporchi”. Separazione certamente molto più critica, per motivi strutturali, all’ospedale del Delta».
Senza dimenticare «l’enorme divario nel numero di posti letto disponibili fra l’hub di Cona e lo spoke del Delta, che penalizza gravemente il distretto Sud-Est nella ripresa delle attività ordinarie previste nella “fase 2” dell’emergenza sanitaria». Ma anche l’assistenza da garantire ai turisti che torneranno sui lidi comacchiesi.
Il ritorno all’ordinario
Ad essere sacrificate sarebbero le attività ordinarie di chirurgia, ortopedia, urologia e ginecologia per i pazienti del Sud-Est, precisa Bertarelli, che propone di concentrare «tutti i pazienti ricoverati con malattia di Covid accertata a Cona» mentre la Medicina del Delta andrebbe a supporto del Sant’Anna solo «qualora si saturassero i 64 posti letto disponibili presso l’hub (Cona) dopo la chiusura del reparto Covid 3». I pazienti con Covid sospetto «sarebbero ricoverati nella struttura del loro distretto per poi essere trasferiti presso l’hub solo in caso di positività». Sarebbe utile e più sicuro, per differenziare i percorsi dei pazienti, «l’installazione di un secondo Tomografo Computerizzato (TC)». Opportuno anche riconfigurare i posti letto del Sant’Anna, sottoposti a tagli in passato, considera Bertarelli, per una corretta gestione dell’emergenza dovuta al Coronavirus.
A Lagosanto potrebbero quindi rientrare i ricoveri di «chirurgia generale, ortopedia, urologia e ginecologia» nonché l’attività ambulatoriale specialistica e di Radiologia». Molti servizi, nel periodo del lockdown, sono stati chiusi al Delta, precisa il sindaco: l’area Sub-intensiva ad uso cardiologico con terapia intensiva dedicata ai pazienti Covid, la degenza ordinaria di cardiologia, l’attività specialistica cardiologica ambulatoriale, cardiologica interventistica (impianto di pacemaker, defibrillatori, etc) e di Day-hospital . Bertarelli sollecita il trasferimento della cardiologia nel settore adiacente alla Terapia Intensiva Cardiologica e alla sala operatoria dove si impiantano pacemaker e defibrillatori, al I° piano, ma ammette anche la possibilità che venga reinsediata dove era prima della pandemia. Il reparto di cardiologia per poter ripartire «dovrà attrezzarsi con camere singole per i casi sospetti Covid in attesa di referto del tampone. Nell’ottica di una riapertura del reparto è necessario mantenere “pulito” l’intero ospedale del Delta, poiché le sue caratteristiche strutturali, non consentono una sicura compartimentalizzazione delle aree dove isolare e gestire casi Covid positivi». Dovrebbero ancora essere riaperti il Pronto soccorso Pediatrico h24, il reparto psichiatrico, l’emodinamica e la dialisi. —
Gi.Ca.
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