Il giudice a Ferrara Tua «Ridate le qualifiche ai sette dipendenti»
Il pasticcio nasce dagli accordi dopo la fusione con Amsefc Ancora pendenti gli altri ricorsi di una decina di lavoratori
Sette dipendenti fanno causa a Ferrara Tua e il giudice del lavoro, Monica Bighetti, dà loro ragione e condanna l’azienda: il motivo della contesa era l’arretramento di qualifica da operai specializzati (4a) operai generici (2b) decisa negli anni scorsi a seguito della fusione, anche se – è bene chiarire – non vi furono riduzioni di retribuzione né modifiche delle mansioni. Anche perché, da quanto si apprende, ad ognuno di loro vennero riconosciute indennità ad personam.
La fusione di 5 anni fa
I fatti risalgono, dicevamo, alla fusione tra Amsefc e Ferrara Tua, avvenuta nel dicembre 2015, che aggregò i servizi pubblici ferraresi in tre aree di intervento: Cimiteriale-Verde, Disinfestazione e Disinfezione, Parcheggi. Ma nonostante questa unificazione dell’azienda, i dipendenti si sono visti applicare ai loro rapporti di lavoro tre distinti contratti nazionali, con le conseguenze che sono finite al centro delle cause di lavoro. Le prime a giungere a conclusione, poiché altre sono pendenti sempre davanti al tribunale del lavoro cittadino.
La causa che si è conclusa la settimana scorsa è stata attivata nel marzo 2018 e tra 60 giorni si conosceranno le motivazioni del giudice Bighetti in merito alla decisione. Il giudice ha accolto la richiesta dei sette dipendenti e di Pamela Palazzi, loro legale, condannando Ferrara Tua a riassegnare il livello di qualifica precedente (il 4a, dicevamo) e reintegrarli al trattamento retributivo precedente e al pagamento di tutte quelle voci retributive non assegnate in questi anni. Un pasticcio che l’attuale direzione di Ferrara Tua ha ereditato dalla precedente amministrazione aziendale e al momento attende gli esiti delle altre cause per poi prendere decisioni in merito.
Pasticcio dopo l’accordo
Pasticcio, ricorda lo stesso avvocato Palazzi per conto dei sette dipendenti, che aveva trovato l’accordo con i sindacati stessi per aderire ad un solo contratto, individuato nel Federambiente, con inquadramento che non cambiasse nulla dal punto di vista economico e professionale. Ma nell’accordo veniva allegato uno schema che non fotografava gli inquadramenti corretti e ricollocava i dipendenti (i sette in questione) ad una qualifica inferiore. Ora bocciata dal giudice. –
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