Il saluto dell’acconciatore «Dispiace lasciare così»
Il negozio di via Arianuova a Ferrara non riapre
il saluto
Gianni Poli non l’immaginava così, il suo addio a 52 anni di professione. Chi l’ha visto attaccare il cartello alla saracinesca mai più alzata, dopo il lockdown, del suo negozio di acconciatore maschile in via Arianuova, a Ferrara, giura di aver visto qualche lacrima. «Ecco, la cosa che più mi dispiace è aver dovuto andare via così, senza poter salutare i clienti e gli amici che mi hanno accompagnato in tutti questi anni» è il suo unico rimpianto.
Un dispiacere che gli ha confezionato il coronavirus, perché la chiusura dell’attività, quella sarebbe arrivata comunque, probabilmente «a fine anno. Ho 74 anni, sono in pensione da 10 e non ho eredi, nemmeno un giovane che voglia provare il mestiere. Ma con questa situazione qui ho pensato di non riaprire nemmeno - racconta - Far entrare un cliente alla volta, le distanze, cambiare sempre la mantellina... tutte cose giuste, per carità, ma non fanno per me».
Il negozio da barbiere di via Arianuova aveva aperto nel ’57, Poli ci era entrato nell’agosto di 52 anni fa, «fresco di servizio militare», affiancando il socio Giuliano Ravani. Quando quest’ultimo ha lasciato, alla fine del 2000, lui è rimasto solo a gestire l’attività, «ho dovuto rinunciare a qualche cliente perché appunto non ho mai trovato un apprendista: e dire che a Ferrara abbiamo una scuola di acconciatori così bella, ma si vede che per i giovani non è così facile intraprendere un’attività artigianale».
Negli anni Poli è diventato un punto di riferimento del quartiere, punteggiato da tante attività commerciali, «ora purtroppo vedo molte saracinesche abbassate come la mia. Metterò in vendita l’attività ma non so se ci sarà qualcuno che vorrà continuare. Qui lascio l’amicizia di tanti clienti e con tanti altri ci si dava ancora del lei, dopo 50 anni. Ma sono stato bene».
Ora il barbiere di via Arianuova si riposerà nella sua casa di Voghenza, il paese che non ha mai abbandonato, «ho la fortuna di stare bene di salute, magari ogni tanto tornerò dagli amici del quartiere». Il saluto ai clienti l’ha lasciato attaccato alla saracinesca e affidato al giornale. —
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