Quelle opere di Nenci in soffitta da trent’anni «Così sono sprecate»
Slitta all’autunno la mostra dedicata allo scultore ferrarese Le statue furono acquistate negli anni ’90 ma mai esposte
copparo
Avrebbe dovuto inaugurare proprio in questi giorni la mostra personale dedicata all’arte di Enzo Nenci, scultore e disegnatore nato a Mirandola, ma trapiantato a Ferrara in tenera età. Nelle ex carceri “Alda Costa” il pubblico avrebbe potuto ammirare una quindicina di opere realizzate dall’artista tra Ferrara e Mantova, prima e dopo la Seconda Guerra Mondiale.
Di queste opere, sei giacciono nei magazzini comunali da quasi trent’anni. Si tratta di busti acquistati dal Comune di Copparo all’inizio degli anni Novanta del secolo scorso, quando la giunta era guidata dal sindaco Davide Tumiati. «Anni illuminati per Copparo, anni in cui a parlare di arte e cultura c’erano persone capaci e competenti come Gilberto Pellizola, Ugo Coluccia e Dante Bighi: tutti intellettuali appassionati», dice Giorgio Nenci, figlio del celebre scultore.
La giunta Tumiati in quel periodo acquistò da un collezionista d’arte di Ferrara sei sculture di Enzo Nenci realizzate tra gli anni Venti e gli anni Trenta del Novecento. «L’operazione fu possibile grazie a fondi concessi dalla Regione però - dice con rammarico il figlio - la maggior parte dei copparesi ignora l’esistenza di questi manufatti. Così sono sprecati».
Inizialmente le opere sarebbero dovute essere esposte nelle sale del teatro De Micheli, forse in una mostra permanente, poi però l’amministrazione cambiò e loro finirono in cantina. «Le sculture, anche se nel 2003 è stato inaugurato il museo d’arte nelle ex carceri “Alda Costa”, sono sempre rimaste nei depositi comunali. Centotrenta opere donate dal gallerista Melotti, ed esposte, ma per le sei sculture di mio padre niente; evidentemente “non c’era posto”». Nel frattempo le opere sono state richieste da musei e gallerie in giro per l’Italia.
Ora che, finalmente, sembrava tutto pronto per la mostra, ci ha pensato il Covid-19 a mettere i bastoni tra le ruote. «Speriamo che sia solo rimandata», afferma Nenci. L’allestimento potrebbe farsi in autunno, magari con un’inaugurazione nell’ambito del Settembre Copparese. «Mio padre diceva che le opere in cantina o in soffitta non erano utili neanche ai topi. Mi auguro - conclude - che la mostra possa essere recuperata e che la gente possa riscoprire quelle opere da troppo tempo dimenticate». —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
