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SAN BIAGIO 

Sportivo morto a 59 anni Esposto della famiglia contro il pronto soccorso

d.b.
Sportivo morto a 59 anni Esposto della famiglia contro il pronto soccorso

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SAN BIAGIO

I familiari di Alberto Orioli, il 59enne di San Biagio morto giovedì scorso (e sabato il funerale), hanno presentato un esposto contro l’ospedale Mazzolani Vandini. L’uomo - esperto tecnico della Nobili Spa, nota azienda meccanica della vicina Molinella -, aveva accusato un forte dolore e così si era presentato a mezzanotte al pronto soccorso dell’ospedale argentano. Dopo la prima diagnosi e l’assunzione di un antinfiammatorio, il 59enne è stato male anche nel corso della notte e il mattino seguente è andato in farmacia a prendere degli altri antinfiammatori, ma una volta a casa è deceduto, con l’allarme dato dagli stessi familiari che non avevano più sue notizie.

l’esposto

La figlia di Orioli, Chiara, si è subito rivolta ad uno studio legale per avere informazioni precise sulle cause della morte del padre. Da qui l’esposto, già presentato ai carabinieri della compagnia di Portomaggiore: «Orioli - racconta l’avvocato portuense Michele Manfrini -, è andato al pronto soccorso dell’ospedale di Argenta a mezzanotte ed è stato subito visto dal personale sanitario. Dopo appena 15 minuti, esatti, era già uscito dal Mazzolani Vandini, il dolore che lamentava alle scapole è stato diagnosticato come strappo muscolare e gli è stata somministrata una puntura di antinfiammatorio e basta. Nessun elettrocardiogramma, nessun esame diagnostico, nonostante il padre di Orioli sia morto in giovane età per un infarto fulminante e dunque era presente il rischio di familiarità con questo tipo di sintomi».

sportivo

A tutto questo va aggiunto il fatto che Orioli, dopo aver praticato calcio e pallavolo in gioventù, era tuttora uno sportivo praticante. Soprattutto era un appassionato di beach tennis, sport che giocava di frequente, tenendo monitorato costantemente il proprio quadro clinico.

Sul corpo era già stata disposta l’autopsia, ma ora i familiari del 59enne hanno richiesto l’esame autoptico ed è già stato conferito l’incarico ad un medico legale. «Il padre durante l’ultima notte teneva aggiornata la figlia sulle sue condizioni, il dolore era forte nonostante la puntura. Per questo ci si aspettavano maggiori accertamenti», chiude l’avvocato. —

d.b.

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