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I bambini e la tecnologia Maggioranza contro Simoni

ALESSANDRO BASSI

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BERRA-RO

«Purtroppo a malincuore dobbiamo registrare, come già avvenuto altre volte, il solito tentativo della consigliera Daniela Simoni di intervenire, tramite la rete social, con notizie che non corrispondono al vero, sospinte più che altro dal suo desiderio di squalificare qualsiasi azione dell’amministrazione, e sullo sfondo di un’emergenza sanitaria non ancora terminata».

Il gruppo consiliare di maggioranza Insieme per Riva del Po stigmatizza il comportamento della Simoni, consigliera di opposizione, che sui social, aveva accusato la giunta di errato utilizzo degli strumenti elettronici di comunicazione come progetto educativo per i più piccoli, sostenendo l’uso è sconsigliato perché queste tecnologie creano dipendenza e rallentano la capacità creativa.

dialogo con le famiglie

«Un atto di scorrettezza e disinformazione, senza la minima analisi su modalità e logiche. Si ragiona solo sui costi – dice Insieme per Riva del Po –, regolarmente e correttamente pubblicati sul sito del comune. Si tratta di progetti a costo zero per l’utenza, su cui si interviene solo dopo frettolose e prevenute interpretazioni». Il progetto “Tenere il Filo” nasce, spiega la maggioranza, «dalla professionalità e dalle capacità degli enti gestori dei nidi comunali, sulla base del decreto che stabilisce, per le pubbliche amministrazioni, di fornire prestazioni a distanza o comunque nel rispetto delle norme sanitarie. Le priorità vanno individuate dall’amministrazione, con coprogettazioni con in gestori, impiegando i medesimi operatori ed i fondi ordinari, adottando specifici protocolli a definire le misure necessarie per assicurare la massima tutela della salute di operatori ed utenti».

«Questo progetto è finalizzato a riprendere il dialogo con le famiglie, in questi mesi di chiusura del servizio Nido, in una logica di supporto che pare purtroppo sia stato male interpretato da chi ritiene che esista solo un punto di vista».

l’accusa ribaltata

«Accusare l’amministrazione – conclude la maggioranza consigliare – di voler creare dipendenza dalla rete per i minori è veramente atto da prevenuti. Lasciateci dire che, se dipendenza dai social si tratta, tutt’al più riguarda la stessa consigliera e qualche suo sostenitore. Noi registriamo l’ennesimo tentativo di voler far passare a chi ci vuole credere un’informazione sbagliata, strumentale e fine a se stessa». —

ALESSANDRO BASSI

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