Il B&B era abusivo La titolare nei guai incassava tutto in nero
La struttura in centro storico non era mai stata registrata Intascava anche la tassa di soggiorno, accusata di peculato
Alla morte della madre ha pensato di adibire l’appartamento, nel condominio, a Bed&breakfast: tre stanze, bagno condiviso, qui in centro città, pubblicizzato su tutti i portali da Booking ad AirBnb. Peccato non avesse comunicato nulla, dell’apertura di questa attività, nè alla questura nè tantomeno al Comune di Ferrara, cui doveva presentare la Scia per avere il permesso.
Faceva la “cresta”
Dunque la struttura era del tutto abusiva, e oltre ad incassare tutto in nero e non versare le dovute imposte (verrà aperto ovviamente in parallelo un procedimento fiscale alla Agenzia entrate), alla fine dei controlli della Polizia amministrativa si è scoperto che la donna che gestiva la struttura faceva pagare la tassa di soggiorno agli ospiti, in tutto 39 quelli conteggiati e invece di versare i soldi al Comune li intascava: non una grande cifra, appena 140 euro, ma per lei è scattata l’accusa di peculato e ora nei suoi confronti è pendente la richiesta di processo a conclusione dell’indagine durata oltre un anno. Indagine lunga perchè gli ispettori hanno dovuto rintracciare e interrogare in mezza Italia gli ospiti del B&b. E che non si erano trovati per nulla bene, visti i feed back lasciati su camere, bagno in comune e struttura.
Tasse di soggiorno non versate
Tutti hanno confermato che la tassa, 1.50 euro, al giorno era stata pagata in contanti e dunque, essendo la titolare un agente contabile pubblico, incaricato di pubblico servizio, doveva accumulare queste tasse comunali e versarle ogni tre mesi, ma se le era intascate.
Altra constatazione grave, dal punto di vista amministrativo, è il fatto che la struttura non si era registrata al sito “Alloggiati Web” del ministero degli interni, in cui vengono segnalati gli ospiti delle strutture ricettive autorizzate: un modo per conoscere i nomi di chi occupa le stanze, per verificare se si tratti di persone segnalate o ricercate. Un sito che è collegato con la centrale operativa della questura, che nel caso si tratti di un nome sospetto lancia subito l’allerta e la verifica diretta nella struttura. Insomma, la registrazione obbligatoria ora è digitale, una volta venivano compilati i registri su carta da consegnare. —
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