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Liquidità alle imprese L’Emilia Romagna stanzia dieci milioni

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Semaforo verde dalla Regione Emilia Romagna alle misure per la ripresa socio-economica delle attività dopo l’emergenza coronavirus. La legge “post pandemia per il sostegno alle imprese (la prima della nuova legislatura), approvata dalla maggioranza con l’astensione delle opposizioni, «movimenterà circa una decina milioni di euro», spiega l’assessore regionale al Bilancio, Paolo Calvano. Risorse che si vanno ad aggiungere al pacchetto di 320 milioni di euro già varato dalla giunta Bonaccini nel pieno dell’emergenza come piano straordinario per contrastare gli effetti economici del lockdown.

«Il provvedimento legislativo garantisce alle imprese la liquidità necessaria sia per affrontare la fase di sospensione o drastica riduzione dell’attività, sia per agevolare la fase di riavvio», spiega in aula la relatrice dem Palma Costi.

Con questa legge, dunque, la regione punta a garantire l’accesso al credito a breve termine tramite i consorzi fidi alle piccole e medie imprese e alle cooperative, oltre a contributi a fondo perduto per le imprese del settore turistico. Previsto anche un fondo di garanzia per il terzo settore di circa 1,5 milioni di euro. Sospeso, inoltre, il divieto di vendite promozionali nel periodo precedenti i saldi estivi 2020.

«Questo è uno dei provvedimenti che aveva le basi giuridiche per procedere con urgenza – ha chiosato la capogruppo Pd Marcella Zappaterra – che fa parte di un insieme di altri interventi molto corposi che la Regione ha messo in campo per il sostegno e il rilancio di tutti i settori economici, compresi quelli a valenza sociale. È necessario mettere a disposizione di queste realtà più strumenti possibili, anche diversificati, in tempi rapidi per evitare che si inneschi il rischio di crisi a catena. Solo così si ricompone il puzzle per una vera ripartenza».

Critiche le opposizioni. Il leghista Stefano Bargi parla di «delusione per l’esiguità degli interventi a fondo perduto», così come il capogruppo FdI Marco Lisei definisce il provvedimento «utile, ma non risolutivo». Per Giancarlo Tagliaferri (FdI), «bisognava avere il coraggio di porre fine ai finanziamenti a pioggia», mentre per il leghista Michele Facci la legge così com’è «è insufficiente». La 5Stelle Silvia Piccinini invita poi la Regione a integrare i contributi a fondo perduto «anche a favore della mobilità sostenibile». —

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