Mascolo chiude le porte «Questa la classica goccia»
Ferrara, dopo sei anni il locale cessa l’attività
il caso
Sei anni esatti (anzi, qualche giorno in più): da ieri Mascolo Ferrara ha chiuso le porte. Il locale in via del Cossa 9 gestito da Salvatore Scannapieco, celebre tra i ferraresi per avere in esclusiva il panuozzo (tipico panino napoletano, marchio depositato nel 1983) e da pochi mesi il dolce “fiocchi di neve” (ideato dal pasticcere napoletano Ciro Poppella), non sarà più aperto. Una decisione sofferta, ma motivata da ragioni familiari: «Ho un bimbo piccolo - racconta Scannapieco - e nessun familiare vicino a me e mia moglie. In più il Covid è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso. In tutto questo periodo ho lavorato con l’asporto, in massima sicurezza, per me e il personale, i clienti e ovviamente la mia famiglia. Ora non ha senso continuare così per dover chiamare una baby sitter. Spiace, perché sono legatissimo a questa città, dove comunque rimarrà mia sorella, ma non c’erano più le condizioni per continuare».
nuova attività
Ma proprio legato al coronavirus è il nuovo lavoro dell’ex calciatore (portiere) di origine partenopea: «Sono di quelli che pensano di non doversi abbattere, mai. Bisogna sempre guardare avanti e vedere cosa ti offre il mercato. Per questo, in considerazione del fatto che l’attuale emergenza non cesserà a breve, ho già intrapreso l’attività di rivenditore di Dpi, per tutta Italia. Dalle mascherine ai copriscarpe, passando per camici e gel per le mani, questi ultimi in versione monodose, utilissimi per ristoranti e strutture ricettive. E vista la difficoltà a reperire i guanti sono già in contatto con aziende che li producono».
Scannapieco con la propria famiglia si trasferirà in provincia di Trapani, dove vivono i genitori della moglie, ma qui lascerà la sorella... e il cuore. E il locale? «Lo affitterò, per la zona e le dimensioni è ideale per il servizio take away, che era già da tempo il mio principale mercato. Il locale resta intatto, con le attrezzature e la cucina. Spero di no, ma penso che a sedersi nei ristoranti la gente andrà fra molto tempo». —
D.B.
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