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metropoli di paesaggio 

Piccoli centri crescono La qualità della vita può fare la differenza

È una delle tesi emerse dallo studio sul rilancio delle frazioni La cura dell’ambiente altro fattore prezioso per le periferie

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Di solito sono le città a fungere da calamita demografica, come dimostra negli ultimi anni a livello nazionale il progressivo spopolamento dei borghi. Ferrara pare essere, almeno sotto questo punto di vista, in controtendenza.

il gruppo di lavoro

Lo sostiene l’architetto Elisa Uccellatori che sta conducendo un lavoro approfondito con il gruppo Metropoli di Paesaggio, divenuto da poco un’associazione. «La capacità attrattiva delle frazioni rispetto alla città – scrive la Uccellatori – è la caratteristica che contraddistingue i flussi demografici della nostra provincia. Questa rivelazione ci dà lo spunto per approfondire un ragionamento che già da tempo stiamo sviluppando con il gruppo Metropoli di Paesaggio. Il nostro territorio comunale – ma il discorso è senza dubbio estendibile a tutta la provincia – possiede caratteristiche diverse da molti altri tessuti urbani di comparabile dimensione. La caratteristica ferrarese – dice ancora la Uccellatori – è quella di una città di piccole dimensioni che, a una relativa compattezza del proprio nucleo centrale contrappone una realtà periferica non diffusa, come in tante altre città italiane, bensì policentrica, dotata di piccoli nuclei staccati di poco tra loro. Le numerose frazioni di Ferrara sono potenzialmente dotate di buona qualità della vita poiché immersi in un verde poco antropizzato e ancora integro. Questa conformazione – prosegue la studiosa – offre una grande opportunità, totalmente in linea con l’attuale dibattito post-covid su ambiente, mobilità e riscoperta dei territori cosiddetti “fragili”. Si provi a pensare come possa incrementarsi la qualità della vita nelle frazioni se venisse attuato un modello di mobilità sostenibile intermodale, ovvero un sistema di spostamento pubblico (o pubblico-privato) che utilizzasse al contempo le vie d’acqua, le piste ciclabili e i bus elettrici – e le linee ferroviarie, per quanto riguarda la provincia – per gli spostamenti quotidiani».

l’attualità

Non mancano poi riferimenti alla situazione di maggiore attualità: «Allo stato attuale – scrive ancora la Uccellatori – con il livello di traffico motorizzato urbano pre-covid, saremmo già in grado di dimostrare l’efficacia di questo sistema nei tempi e nelle economie. A quel punto, come la politica territoriale di Metropoli di Paesaggio suggerisce, muoversi velocemente utilizzando il paesaggio come la nostra migliore infrastruttura renderebbe l’abitare nelle frazioni ancora più appetibile e il nostro territorio implicitamente virtuoso nel raggiungere gli obiettivi sulle basse emissioni di biossido di carbonio e polveri sottili. Un’altra esternalità positiva di questa politica – sono ancora parole della Uccellatori – è l’aumento del valore economico dell’edificato già presente in queste frazioni e al momento deprezzato: la riduzione dei tempi di spostamento, unita alla buona qualità della vita possono innescare fenomeni di rigenerazione urbana e valorizzazione in questi centri». —

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