Ruspe, camion, betoniere Il cantiere fantasma è partito dopo vent’anni La luce in fondo al tunnel
La realizzazione dell’interramento ferroviario in via Bologna L’obiettivo è finire i lavori nel 2024 con benefici nei trasporti
Il cantiere
Ci siamo. Betoniere, ruspe, mezzi pesanti carichi di materiale o che trasportano via inerti, operai intenti a costruire e a gettare cemento in nuove infrastrutture. Il cantiere del tunnel ferroviario è più vivo che mai e allontana i fantasmi di un progetto che sembrava maledetto, dopo anni di dietrofront e fallimenti e un balletto di carte tecniche, giudiziarie e ricorsi che ha finito per sprecare vent’anni per nulla. Da pochi giorni il maxi progetto di Fer sta avviando i primi passi, sarà un lavoro molto lungo, l’obiettivo è finirlo nel 2024, anche se, visto i precedenti, i nessuno vuole sbilanciarsi a proferire la data esatta della chiusura del cantiere.
Il progetto
Nel dettaglio, l’opera unifica in un’unica sede ferroviaria - da realizzare in buona parte in trincea e galleria artificiale - le due linee ferroviarie esistenti che, in uscita dalla stazione di Ferrara, si dirigono rispettivamente verso Codigoro (linea Fer) e verso Ravenna-Rimini (Linea Rfi), risolvendo le relative interferenze ferroviarie con la viabilità stradale della città di Ferrara.
Il progetto prevede una vera e propria ricucitura urbana tra due parti della città densamente popolate, con la creazione di piste ciclabili, spazi di arredo e verde urbano, riorganizzazione delle fermate bus e attraversamenti dedicati.
Inoltre, il completamento della Bretella Suzzara-Ravenna-Rimini, opera parzialmente realizzata, che si sviluppa in trincea/galleria artificiale, ha lo scopo di collegare direttamente le omonime linee, creando un by-pass sulla stazione di Ferrara che costituisce parte dell'itinerario merci alternativo tra il corridoio adriatico ed il centro-nord Europa. In questo modo si consente al traffico merci - da potenziare sul collegamento tra il Porto di Ravenna e il Brennero - di non entrare in stazione per invertire il senso di marcia.
Saranno poi eliminati due passaggi a livello, uno dei quali particolarmente trafficato sulla via Bologna, con impatti positivi sul traffico, la sicurezza ferroviaria e l’ambiente, dovuto alle minori emissioni in atmosfera da vetture in sosta o in coda e al minore impatto acustico. Sarà potenziato il collegamento urbano ferroviario con il nuovo ospedale di Cona. Infatti, con l’inserimento delle due fermate interrate in trincea, diventeranno 5 le fermate/stazioni intermedie tra la stazione di Ferrara centrale e Cona Ospedale.
«Sarà un intervento complesso - ha dichiarato l’architetto Isabella Malagutti, responsabile unico del progetto per conto di Fer - dovremo infatti scavare un tunnel sottoterra dovendo per forza di cosa trovare anche l’acqua, rafforzare le pareti sotterranee. Poi nella parte superiore verranno realizzate piste ciclabili e verde, restituendo questo spazio alla città».
Ieri oltre al presidente Stefano Bonaccini e al sindaco Alan Fabbri erano presenti alla visita al cantiere gli assessori regionali Paolo Calvano e Andrea Corsini e l’assessore comunale Andrea Maggi, più tecnici di Fer e della ditta Baraldini, a conferma dell’unità di intenti per questo progetto, che sembra vedere la classica luce in fondo al tunnel. —
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