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primo consiglio dopo lockdown  

Alle attività di Mesola tassa rifiuti azzerata E soldi alle scuole private

A.B.

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A Mesola il consiglio comunale torna in aula. Mercoledì sera sono stati discussi 14 punti in cinque ore, con i presenti distanziati e sempre con la mascherina. Un incontro importante per i cittadini, con novità concrete soprattutto per commercio e scuola. «Trovarsi faccia a faccia ci ha fatto bene – dice il sindaco Gianni Michele Padovani –, in questi mesi la tecnologia ci ha aiutato tantissimo e tutto è andato avanti lo stesso ma il confronto e il dialogo in presenza sono fondamentali».

I ventimila euro che il Comune si è trovato nelle casse grazie all’aiuto dell’azienda Cartitalia con la donazione in buoni spesa, saranno utilizzati per pagare la Tari delle attività rimaste chiuse. «Non hanno prodotto rifiuti e non hanno guadagnato per mesi – fa presente Padovani –, e ci è sembrato il minimo partire da loro. Riusciranno a non versare la tassa per un trimestre e stiamo pensando anche ad altre misure, per fortuna i nostri conti permettono di poter intervenire a sostegno di chi ne ha bisogno». Altri 15mila euro poi per coloro che vogliono rilevare attività che nel frattempo hanno chiuso così da poter avere una spinta iniziale per quel che riguarda le spese. «Quel che è successo ha dato la botta finale a chi era in agonia – illustra il primo cittadino – e certo non è un momento facile per pensare di investire aprendo nuove attività. La speranza è che il commercio possa rinascere e così abbiamo partecipato al bando nazionale e i soldi sono stati messi a disposizione, assieme alla possibilità di azzeramento degli oneri di ristrutturazione e urbanizzazione».

Sì anche agli incentivi alle scuole paritarie, rimaste chiuse e con spese vive da sostenere. Per loro 10mila euro: gli istituti sono due e la somma sarà ripartita in base alle esigenze (non si farà metà ciascuno). Infine la decisione di non chiedere l’affitto per gli immobili di proprietà comunale in locazione ad enti e associazioni come palestre, circoli e centri ricreativi. «Rinunciamo volentieri, con la speranza che si possa ripartire e riprendere con tutte le attività in maniera più o meno normale». —





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