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Contri (FI) accusa: la ricostruzione post sisma latita a Cento

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CENTO

«Sul fronte della ricostruzione post sisma, il sindaco Toselli è sicuramente il nuovo Lodi». A lanciare il paragone, nell’8º anniversario del terremoto che ha colpito Cento e l’Emilia nel maggio 2012 è il capogruppo Diego Contri (Gruppo Misto – Forza Italia).

Dai banchi dell’opposizione, Contri punta il dito su entrambi i sindaci dal 2012 ad oggi: «L’ex sindaco Lodi ha costruito in piena emergenza, con scelte discutibili, le scuole. Tante quelle inagibili o da mettere in sicurezza perché duramente colpite dal sisma. Poi però sul fronte della ricostruzione e del recupero degli edifici pubblici, tutto si è fermato per i restanti 4 anni».

LA STORIA

Con Toselli, per Contri la «storia si ripete. Come il suo predecessore, Toselli oggi, dopo quattro anni di mandato, non ha fatto assolutamente nulla, solo una serie di promesse. Nel momento in cui si dovrebbe iniziare a fare il bilancio delle cose fatte, Toselli sta ancora parlando di prospettive. Per questo ribadisco che Toselli non è che un nuovo Lodi. L’uomo che sapeva avviare la macchina appena insediato, in realtà pare che a meno di un anno dalla fine del mandato sia riuscito a trovar le chiavi».

Come rimarca Contri, a otto anni dagli eventi sismici, «Cento non ha ancora il suo teatro, la sua pinacoteca, non ha una sede istituzionale efficiente, non è una città che può pensare di risollevare la testa dopo la pandemia Covid». E oggi, dopo 8 anni i danni inferti dal sisma sugli edifici, rincara il capogruppo, non possono che essere peggiorati: «Otto anni di incuria e di degrado, 4 imputabili a Lodi e 4 a Toselli, e non si vede all’orizzonte l’inizio del ripristino di quei luoghi identitari tanto preziosi quanto cari a diverse generazioni di Centesi».

CERCASI RINASCITA

La rinascita di Cento, dopo il sisma come dopo il Covid, per Contri non può che passare attraverso la cultura e la riapertura di quegli edifici, punti di riferimento per chi è cresciuto a Cento: «Una comunità senza i propri simboli è una comunità smarrita. In che luoghi si identificheranno i nostri figli? Poco importa a chi viva a 30 km o più da Cento».

Un degrado causato anche dall’edilizia privata: «Occorre sollecitare i privati a ripristinare quegli edifici, ancora troppi, abbandonati. Ci sono vie del centro che hanno al posto del pavè arbusti che crescono con topi che ci scorrazzano. Oltre a doversi occupare di ricostruzione post sisma e rilancio post Covid, il sindaco ha l’obbligo di iniziare a guardare al decoro della nostra città». —

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