Scarica fatale nella cartiera Cordoglio per l’operaio morto
Il sindaco Padovani e il collega di Porto Tolle si stringono ai familiari del 59enne Corpo affidato alla Medicina legale per stabilire le cause del decesso di mercoledì
MESOLA
Si attendono dall’autopsia sul corpo di Maurizio Beltrame le risposte ai tanti interrogativi dell’infortunio sul lavoro, purtroppo con esito letale, avvenuto mercoledì alla cartiera Progest CartItalia di Mesola.
La salma dell’operaio 59enne di Porto Tolle è stata posta sotto sequestro, mentre l’intero impianto in cui si è consumata la tragedia non ha fermato il proprio ciclo produttivo. Le due comunità di Mesola e Porto Tolle si stringono al lutto della famiglia dell’operaio, attraverso la voce dei loro sindaci. «Sono molto addolorato dalla notizia della scomparsa del signor Maurizio Beltrame – dice il primo cittadino di Mesola, Gianni Michele Padovani –, e a nome di tutta l’amministrazione comunale desidero rivolgere alla sua famiglia le più sentite condoglianze».
E l’altra sera il parroco di Porto Tolle, don Stefano Doria, ha raccolto una trentina di fedeli in chiesa per la recita del rosario, riservando un momento di preghiera all’operaio e «raccomandando l’anima di Maurizio alla misericordia divina».
il cordoglio
Anche il sindaco di Porto Tolle, Roberto Pizzoli, ha voluto far sentire la vicinanza propria e dei compaesani alla famiglia di Beltrame: «Mi sono recato a casa della moglie Antonella, per stringermi al dolore suo e dei figli Martina e Alex; erano appena tornati dalla Medicina legale di Cona, ma non hanno potuto vedere il loro caro Maurizio, perché la salma è stata posta sotto sequestro e si dovranno attendere gli accertamenti autoptici. Maurizio era una persona molto conosciuta nella frazione di Boccasette, dove viveva ed era un lavoratore di grande esperienza. Aveva lavorato anche sulle piattaforme petrolifere. Perciò non si esclude che un grave malore abbia preceduto la tragedia».
Sulle dinamiche dell’infortunio sono in corso gli accertamenti della Medicina del lavoro di Ferrara, intervenuta a Mesola insieme ai vigili del fuoco del distaccamento di Codigoro, i carabinieri di Mesola e i sanitari. «Maurizio era una brava persona, capace, sempre disponibile – dicono i dipendenti della cartiera –; uno di noi si è subito lanciato a praticare il massaggio cardiaco, in attesa dell’arrivo del 118. Non si sono sentite grida. È stato visto privo di sensi a terra. Potrebbe essere stato un malore fatale».
i sindacati
La Camera del lavoro di Ferrara esprime la sua vicinanza al dolore dei familiari di Beltrame, «vittima innocente di un nuovo drammatico infortunio sul lavoro. Prima di pronunciare qualsiasi commento su cause e responsabilità - dicono dalla segreteria confederale Cgil -, riteniamo opportuno attendere i risultati dei riscontri avviati dalle autorità competenti. Tuttavia ci sentiamo in dovere sin da ora di fare alcune considerazioni. La salute dei lavoratori nel nostro territorio appoggia su delicati e fragili equilibri, al di là dell’attuale emergenza sanitaria, che ne accentua la precarietà. La salute è sempre a rischio di essere violata, essendo parte di un contratto in cui troppo spesso si privilegiano gli aspetti legati ad interesse e profitto. Lo dimostrano i dati degli infortuni e delle malattie professionali, entrambi in trend di crescita nel 2019; e anche le stime degli infortuni mortali che segnano un più 17% nel periodo ricompreso tra il 2014 e il 2018, ed una lieve flessione, ma non la rarefazione sperata, nel 2019. La morte sul lavoro è una tragica realtà che impone di agire per ridurre lo scarto enorme tra regole ed applicazione delle regole. Vanno introdotti elementi di maggior giustizia, ma non c’è giustizia se manca la sensibilità sociale e politica di ritenere la morte sul lavoro un problema grave, di tutti».
Cordoglio anche dalle organizzazioni sindacali Fistel Cisl, Uilcom Uil e Slc Cgil: «Una morte sul lavoro non è mai frutto di fatalità, ma il risultato di mancanze e responsabilità su cui la magistratura dovrà fare chiarezza. La diffusione di una vera “cultura” sulla sicurezza deve prevalere sul “profitto” quale elemento preminente delle attività economiche e di impresa. Il sindacato tutto si stringe con affetto alla famiglia del lavoratore deceduto, e auspica siano accertate con celerità le responsabilità di questo infortunio mortale». —
k.r.
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