Franceschini e il turismo «Aiuti di lungo termine»
Sostenibilità territoriale, patrimonio culturale e turismo. Cambierà tutto dopo l’emergenza sanitaria? All’incontro virtuale organizzato ieri dalla camera forense ambientale, in sinergia con il Mibact, l’Ispra, il Club per l’Unesco di Lucca e RemTech e coordinato dalla ferrarese Silvia Paparella, Ceo di RemTech, è intervenuto anche Dario Franceschini, ministro per i beni e le attività culturali e per il turismo. «Partendo dai dati internazionali il turismo rappresenta il 10% del Pil mondiale – ha sottolineato Silvia Paparella – e ad esso è legata la mobilitazione di grandi masse di persone che possono determinare trasformazioni nella composizione sociale e nella configurazione dei territori. È ben comprensibile come oggi sia ancor più indispensabile definire una strategia di attrazione del nostro patrimonio territoriale e culturale, in grado di essere garanzia di precauzione e tutela della salute. Occorre – ha detto ancora la Paparella – pensare a un diverso approccio al turismo che sia capace di orientare i flussi anche verso aree oggi ritenute periferiche». «Stiamo lavorando perché le vacanze in Italia si possano fare – ha detto quindi Franceschini – ma saranno comunque vacanze diverse. Dobbiamo lavorare sul turismo interno, non è pensabile replicare a breve i numeri del turismo dall’estero come quelli degli anni scorsi. Ho chiesto al comitato tecnico-scientifico – ha detto ancora il ministro – prescrizioni di sicurezza per tutti i settori che riguardano il ministero, da teatri, cinema, musei per consentire la loro riapertura in sicurezza e li ho chiesti anche per il turismo, quindi alberghi, stabilimenti balneari e spiagge in generale ma stiamo già pensando ad un piano di interventi a lungo termine per il settore, per quando l’emergenza sarà finita». —
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