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Gli “ortolani” sono tornati Devono rimediare ai danni della chiusura e agli atti di vandalismo

Margherita Goberti

La riapertura degli orti municipali ha riservato qualche amarezza Colture invernali in parte perdute, rovinati attrezzi e semine 

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la storia

Hanno riaperto a pieno regime gli orti comunali, chiusi per precauzione in febbraio a causa del coronavirus. «Finalmente dopo quasi due mesi – dichiara Fiorenzo che ha in gestione un campicello in zona Rivana Garden – siamo ritornati alla nostra grande passione ed allo stesso tempo ad un passatempo sano e che dà ... frutti».

Gli orti che si trovano essenzialmente presso un Centro Sociale – ce ne sono alla Rivana- presso il Centro Polivalente Il Melo –, al Il Parco ed al Quadrifoglio di Pontelagoscuro - rappresentano infatti un forte incentivo per i non più giovani, un diverso modo di socializzare facendo movimento all’aria aperta ed avendo poi la soddisfazione di portare a casa il frutto della propria fatica.

«Ma non sono tutte rose e viole – aggiunge Gianfranco un altro “ortolano” della Rivana – spesso quando arriviamo al mattino troviamo che manca qualcosa, anche se molto più spesso ci rompono gli attrezzi, calpestano dove abbiamo seminato cioè vengono compiuti atti vandalici fine a se stessi che ci causano solo dei problemi che così si aggiungono a quelli derivati dal coronavirus».

chiusura deleteria

La chiusura degli orti infatti ha impedito per lungo tempo che venissero curati, innaffiati, potate le piante, raccolto qualche cespo di insalata ed altro. «Fortunatamente – hanno concordato Fiorenzo e Gianfranco – non avevamo ancora seminato per cui le piante presenti erano quelle invernali che poi, non essendoci stato molto caldo fino al 15 aprile- si sono in parte riprese. Quello che ci dispiace è che il Centro Rivana Garden sia chiuso e le voci che circolano sono piuttosto pessimiste; dicono che riaprirà solo il prossimo anno. Ci auguriamo che siano le solite chiacchiere di chi non sa come stanno le cose perché per noi è sempre un punto di incontro nonostante le restrizioni igieniche. Per fortuna abbiamo gli orti».

Per avere a disposizione un orto 7 metri per 7, da coltivare, bisogna fare una domanda al Comune poi se c’è la disponibilità perché qualcuno rinuncia al proprio, per 25 euro l’anno, nei quali c’è anche il consumo dell’acqua, più sette della tessera Ancescao che comprende anche un’assicurazione in caso di infortunio, si può dare spazio alla coltivazione di insalate, pomodoro, radicchio e tutto quello che può stare in un orto. —

Margherita Goberti

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