Sisma, dalla Regione nuove misure di liquidità alle aziende del cratere
Nuove misure per favorire l’immissione di liquidità alle imprese impegnate nella ricostruzione post-sisma in Emilia del 2012 e che avevano dovuto rallentare a causa dell’emergenza Coronavirus. Tra queste, l’ordinanza firmata ieri dal presidente della Regione e commissario delegato alla Ricostruzione, Stefano Bonaccini, che prevede anche per gli interventi gestiti dai Comuni, con la piattaforma informatica Mude, la possibilità di presentare uno stato di avanzamento lavori (Sal) fino al 90% del contributo concesso, da liquidare con modalità semplificate. Una procedura concordata con i Comuni giovedì, nel corso di una videoconferenza, tra i sindaci del cratere e il sottosegretario alla Presidenza della Regione, Davide Baruffi. I sindaci, fa sapere la Regione, hanno poi valutato positivamente l’apertura, nei primi giorni di giugno, del nuovo bando (tecnicamente il quarto in ordine cronologico) per la rivitalizzazione dei centri storici, a favore delle attività economiche che scelgano di investire o trasferirsi nei centri dei comuni colpiti dal terremoto, con la possibilità di recuperare fino al 70% delle spese sostenute. «Il completamento della ricostruzione post-sisma è un impegno perentorio – evidenzia Baruffi – L’emergenza Covid-19 ci spinge anzi ad accelerare ulteriormente perché è proprio questo il momento in cui gli investimenti, i contributi alla ricostruzione, la liquidità per le imprese e gli incentivi per la rivitalizzazione dei centri storici possono fare la differenza per sostenere le imprese e il lavoro. Dall’area del cratere può venire una spinta molto importante alla ripartenza». I sindaci hanno poi valutato positivamente l’apertura, nei primi giorni di giugno, del nuovo bando per la rivitalizzazione dei centri storici.
L’incontro è stata anche occasione per fare il punto sulle norme che dovranno essere approvate dal Governo e dal Parlamento, necessarie a garantire la conclusione della ricostruzione. In particolare, si tratta di disposizioni per garantire l’operatività e connesse alla proroga dello stato di emergenza già concesso fino al 31 dicembre 2021 dal decreto Milleproroghe. —
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