Spinta a ridurre gli affitti con contributi e un bonus
Fino a 1.500 euro a trimestre a singoli e famiglie in difficoltà economica Ai proprietari che accettano di rinegoziare il canone andranno 2-3mila euro
Il nuovo bando regionale “affitti” per il 2020, che verrà approvato dalla Giunta regionale nella prossima seduta si inserisce nell’ambito di un’operazione complessiva da 15 milioni di euro, porterà aiuti per affrontare i costi degli affitti e permetterà anche di scorrere completamente le graduatorie del bando 2019 in scadenza. Sono previste due misure. Un contributo per l’affitto fino a 1.500 euro (per trimestre) a famiglie e persone in difficoltà, in rapporto alla riduzione di reddito causata dal coronavirus. E un bonus in salita (andando da 2 a 3 mila euro) per i proprietari che accettano di rinegoziare il contratto d’affitto riducendo il canone a favore dell’inquilino, trasformandolo in canone concordato o ne stipulandone uno nuovo. Misura quest’ultima che punta a rimettere sul mercato dell’affitto a lungo termine alloggi rimasti vuoti a causa del fermo degli spostamenti. L’aiuto sarà esteso agli studenti universitari iscritti in un ateneo dell’Emilia-Romagna e a chi è in una situazione di forte emergenza, cioè i nuclei familiari con Isee inferiore a 3mila euro, in questo caso a prescindere dal calo reddituale.
come funziona
Le risorse saranno distribuite ai distretti sanitari di tutto il territorio regionale ma potranno essere gestite anche direttamente dai Comuni o dalle Unioni di Comuni. A presentare il piano, il presidente Stefano Bonaccini e la vicepresidente con delega alle Politiche sociali e abitative, Elly Schlein: «Un provvedimento concreto in favore di famiglie, singole persone, studenti e anche proprietari di immobili colpiti dall’emergenza sanitaria. Il problema della sostenibilità delle spese per la vita quotidiana, in particolare quelle per l’affitto di casa, che incidono in modo elevato sul bilancio domestico, rischia di trasformarsi anch’esso in un’emergenza. Prima che gli effetti della pandemia determinino conseguenze economiche e sociali ancor più drammatiche, era giusto e doveroso intervenire, e farlo velocemente».
Per ottenere il contributo è necessario avere un regolare contratto di affitto in un comune dell’Emilia-Romagna, dichiarare un reddito Isee che non superi i 35mila euro e autocertificare una riduzione del proprio reddito familiare, nel trimestre marzo-maggio 2020, superiore al 20% rispetto alla media trimestrale del reddito percepito nel 2019.
seconda misura
La seconda misura consiste in una serie di incentivi alla rinegoziazione dei canoni esistenti o alla conclusione di nuovi contratti a canone concordato del bando, e può avere effetti di maggiore durata rispetto al semplice contributo, guardando oltre l’emergenza. Si tratta infatti della possibilità di concordare con il proprietario dell’abitazione una riduzione, minimo per sei mesi, di almeno il 20% sull’importo del canone di locazione; oppure di modificare il proprio contratto, passando a quello concordato (3+2 anni). In questo caso il contributo regionale viene riconosciuto al proprietario dell’alloggio, che riceverà il 70% della riduzione del canone fino a un massimo di 2.000 euro. —
lauro casoni
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