La Nuova Ferrara

Ferrara

Emergenza coronavirus a Ferrara
emergenza coronavirus

Il documento della Regione: dieci nuove regole per la movida. Ma a decidere saranno i sindaci

Il documento della Regione: dieci nuove regole per la movida. Ma a decidere saranno i sindaci

Emilia-Romagna, Anci e Upi stilano il decalogo da seguire Le indicazioni più stringenti per asporto, dehor e controlli

3 MINUTI DI LETTURA





FERRARA. Non una nuova norma, non un obbligo o regole capestro, ma un memorandum utile ai sindaci per regolamentare le zone della movida. Tema attualissimo a Ferrara come ai Lidi di Comacchio, ma non solo. La Regione Emilia-Romagna, in accordo, Anci e Upi (Comuni e Province) ieri ha reso pubblico l’opuscolo, dal titolo “All’aperto in sicurezza. Indicazioni per i Comuni per stare sicuri ai tempi del Covid nel tempo libero, nella movida e nei luoghi di ritrovo delle città”. Una sorta di promemoria, dove si rammentano tutte le pratiche obbligatorie ovunque, con rimandi a normative e ordinanze. Ma, a leggere tutto e bene, indica anche regole.

ESERCIZI DA ASPORTO

Per chi offre prodotti da asporto, per esempio, è previsto il «contingentamento del numero di persone che possono accedere per l’ordinazione ed il ritiro utilizzando cartelli, segnali a terra e divisioni fisiche. Vanno sempre favoriti sistemi di prenotazione telefonica o on line». E ancora: «Anche il cliente deve sempre indossare la mascherina quando non è possibile assicurare il distanziamento di un metro dall’addetto». C’è poi il consumo: «Divieto di consumazione all’interno o nei pressi dell’esercizio laddove non vi siano apposite sedute». Per capirci: uno spritz, una birra, un gelato, una piadina, tutto va consumato o al tavolo oppure allontanandosi dal locale in cui ci si è approvvigionati.

[[atex:gelocal:la-nuova-ferrara:ferrara:cronaca:1.38919186:Video:https://video.lanuovaferrara.gelocal.it/locale/coronavirus-a-ferrara-controlli-mirati-nelle-zone-della-movida/126322/126830]]

MISURE PER SPAZI APERTI

Anche nei dehors si applicano le stesse procedure adottate negli ambienti interni rispetto a distanziamento tra i tavoli, pulizia e disinfezione dei tavoli dopo l’uso da parte dei clienti, gestione ingressi e uscite, delimitazione degli spazi. Misure che riguardano i gestori, che dovranno pure dotarsi di personale per comunicazione, prevenzione, vigilanza e presidio: «Il loro ruolo principale - piega l’opuscolo - è quello di orientare il comportamento degli utenti e dei gruppi, considerando che il cambiamento delle abitudini va accompagnato con un’azione di supporto che aiuti le persone a consolidare un approccio che nella maggioranza dei casi risulta radicalmente diverso dalle consuete pratiche. La regola generale diventa l’informazione, il controllo e la prevenzione».

I CONTROLLI

Come ovvio, «le polizie locali presidiano, unitamente alle forze di polizia dello Stato, le aree dove possono manifestarsi assembramenti di persone ed intervengono là dove, nonostante l’azione preventiva d’informazione, persuasione ed invito al rispetto delle norme da parte di volontari, assistenti civici o street tutor, si debbano fronteggiare situazioni che possano mettere in pericolo la regolare ed ordinata fruizione dei servizi.

[[atex:gelocal:la-nuova-ferrara:ferrara:cronaca:1.38919151:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.lanuovaferrara.it/ferrara/cronaca/2020/06/02/news/ferrara-movida-sicura-fabbri-la-tratteremo-come-una-sorta-di-evento-pubblico-1.38919151]]

SICUREZZA, VOLONTARI E PROFESSIONISTI

Il Comune può coinvolgere le associazioni per garantire una presenza di volontari utile a prevenire e dissuadere comportamenti potenzialmente pericolosi. La finalità è di sollecitare, mobilitare ed accrescere il senso civico della cittadinanza per contribuire al rispetto delle regole e promuovere un modello di sicurezza “partecipata”. Le competenze e la qualifica giuridica di alcune associazioni (per esempio Guardie Ecologiche Volontarie) consentono loro di sanzionare le violazioni della normativa sul verde pubblico, i relativi regolamenti comunali e le ordinanze sindacali.

Ci sono poi gli street tutor, personale che lavora per la sicurezza dei locali e degli eventi aperti al pubblico regolarizzati e professionalizzati, che al momento possono operare solo in luoghi privati: la Regione ha previsto che questi operatori, a fronte di motivate esigenze di mantenimento dell’ordinata e civile convivenza, anche su specifica richiesta dell’Ente locale competente al rilascio dell’autorizzazione degli eventi aperti al pubblico, possano essere utilizzati dai pubblici esercizi e anche sulle aree pubbliche (adiacenti ai locali) per svolgere attività di prevenzione dei rischi e di mediazione dei conflitti. —

© RIPRODUZIONE RISERVATA


 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google