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I genitori difendono l’asilo nido «I nostri bambini danneggiati»

Lettera aperta ai sindaci, invitati a fare retromarcia su chiusura e trasferimento  C’è il timore di perdere «una realtà invidiabile, che fornisce un ottimo servizio» 

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OSTELLATO

«Noi genitori non siamo disposti ad accettare la chiusura del nido di via Lidi Ferraresi 13, non accettiamo di negare ai nostri figli le loro abitudini, la loro quotidianità, le loro belle esperienze e bei ricordi. Non accettiamo una alternativa imposta o non scelta da noi».

Fa discutere lo scioglimento del Consorzio Zerosei da parte dei Comuni di Ostellato e Fiscaglia, che porterà al trasferimento dell’asilo nido Arcobaleno. Sono i genitori, tramite una lettera aperta inviata ai due sindaci, a manifestare una netta contrarietà.

«non disgregate quell’ambiente»

Secondo queste mamme e papà, «delocalizzare il nido in un ambiente diverso, con facce diverse e sconosciute, è retrocedere e non avanzare, significa peggiorare anziché migliorare il servizio, per non parlare del disagio che verrebbe arrecato ai bambini, ai genitori ed a chi si occupa dei nostri figli in nostra assenza».

Procedendo in questo modo «significa disgregare quel bell’ambiente confortevole e amorevole», prosegue la lettera che ricorda come il plesso ospiti anche una materna statale, configurando quindi un polo per l’infanzia «in cui si delinea un unico curriculum formativo 0-6, che accompagna il bambino dal nido alla primaria, così come richiedono le ultime novità legislative. Esiste già una realtà invidiabile che fornisce da sempre un ottimo servizio educativo, pedagogico e didattico».

Anche per questo motivo i genitori mobilitati chiedono ai primi cittadini di Ostellato e Fiscaglia, Elena Rossi e Fabio Tosi, di fare retromarcia. E difendere «una realtà consolidata e collaudata nel tempo, di cui, chiunque ne abbia fatto esperienza parla positivamente», visto anche che «spostare in altra sede il nido – aggiungono i genitori dei piccoli – non è solo un disagio per noi oggi, ma lo sarebbe anche più in là nel tempo, quando si dovrà sconvolgere nuovamente la vita dei nostri bambini per riportarli alla materna statale, qualora non volessimo fare scelta della scuola paritaria».

sinistra civica interviene

Sulla vicenda prende parola anche la politica, con Sinistra Civica Ostellato e L’Altra Emilia Romagna. Viene rievocata la storia dell’asilo nido, «alla fine degli anni ’80 si portava a compimento – scrivono in un comunicato Daniela Fuschini e Claudia Piva – un progetto iniziato almeno dieci anni prima e dopo tante vicissitudini anche di tipo economico ma che sono state superate perché la volontà delle amministrazioni di sinistra che governavano in quel periodo i due comuni avevano ben chiaro quale doveva essere la loro politica nell’ambito educativo».

L’operazione di trasferire il nido sarebbe quindi «deleteria per le nostre comunità. Fra l’altro dovrà prevedere interventi edili di adeguamento che avranno un costo e l’attuale sede, che ha visto recenti interventi, compresi l’installazione di pannelli solari, diventerà un’altra cattedrale nel deserto?». Fuschini e Piva chiudono ricordando il personale (rischio di «reinserimento lavorativo non pertinente») e sottolineando che «i servizi educativi devono essere servizi pubblici volti al bisogno dei cittadini piuttosto che al profitto». —

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