Lo screening, nel Ferrarese accetta il 65% di chi risponde
Anche il Ferrarese è terreno dell’indagine di sieroprevalenza, organizzata a livello nazionale da Ministero della Salute e Istat per rilevare quante persone sono entrate in contatto con il covid-19. I cittadini selezionati dall’Istat, come accade dallo scorso 25 maggio, saranno contattati da volontari della Croce Rossa.
Rosanna Carroccia è referente provinciale della Cri Ferrara per l’indagine e ci spiega di cosa si tratta: «Istat e Ministero della Salute hanno provveduto alla formazione di due operatori full time e uno part time, preparati per contattare gli utenti selezionati dall’Istat e a utilizzare la loro piattaforma, dove trovano nominativi e numeri telefonici. Il compito dei volontari è poi spiegare cosa sia l’indagine e chiedere di partecipare: se arriva il consenso, compilano un questionario e danno appuntamento per il prelievo».
Per la Croce Rossa è necessaria una stretta sinergia con l’Ausl: «Micaela Pandini è la nostra referente - prosegue Carroccia - e si è instaurata una forte collaborazione: mi ha fornito i dati per centri di prelievo a Ferrara e provincia (al San Camillo di Comacchio, all’ospedale Santissima Annunziata di Cento, al Mazzolani-Vandini di Argenta e alla cittadella della salute San Rocco in città), in modo da avere gli orari a cui dare gli appuntamenti per i prelievi. Non solo: grazie alla disponibilità dell’Ausl sono stati attivati anche i prelievi a casa per chi non si può spostare, che vengono eseguiti dall’assistenza domiciliare».
Dopo le iniziali titubanze, l’indagine sta decollando: «Chi risponde alla telefonata il più delle volte è interessato, ma, in caso di dubbi anche dopo le nostre spiegazioni, s’informa autonomamente e lo richiamiamo. Di solito, una volta spiegato a cosa serve il test, che è gratuito e in forma anonima, cresce la curiosità di sapere se si è venuti a contatto con il virus. Copriamo tutte le fasce d’età, compresi anziani e bambini: i genitori sono entusiasti, non c’è paura di far fare il prelievo ai figli, tra loro l’adesione è stata quasi unanime».
Non sono mancati i problemi: «Purtroppo molti non rispondevano alla telefonata, perché utilizziamo un numero della Croce Rossa nazionale, ma da quando è stato pubblicizzato che il numero inizia con 06.5510 le risposte sono aumentate. Quante? Sinora sul totale delle telefonate - comprese quelle fatte a numeri che ci sono stati forniti errati - il 47% accetta la chiamata e di questi il 65% accetta di partecipare all’indagine».
A frenare l’assenso dei lavoratori era la mancanza di certezze nelle tempistiche, ovvero la mancanza di copertura tra l’eventuale positività al test sierologico e l’effettuazione del tampone. Proprio ieri il nodo è stato sciolto: «L’interessato - annuncia Carroccia - si può rivolgere al medico curante e può essere messo in malattia: poteva essere un fattore disincentivante ed è stato superato».
Fino a oggi solo telefonate, domani inizieranno anche i prelievi, tranne che a Cento, dove il via tarderà di qualche giorno. —
Sergio Armanino
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