Ferrara, strage d’incassi da smart working: «Per bar e ristoranti anche -70%»
La ripartenza in città di attività commerciali ed esercizi pubblici. Per Confesercenti bilancio «non esaltante» e un guaio all’orizzonte
FERRARA. La ripartenza delle attività commerciali dopo il lockdown? «Non proprio esaltante» getta acqua sul fuoco la Confesercenti, che con il suo direttore provinciale Alessandro Osti s’incarica di sollevare una questione che rischia di diventare centrale nei prossimi mesi: l’impatto dello smart working sugli esercizi pubblici dei centri più importanti della provincia, a partire da Ferrara.
Confesercenti è rimasta in queste due settimane in ascolto dei commercianti, dei baristi e ristoratori ferraresi che hanno fatto da pionieri all’apertura, e la fotografia si presenta sfuocata: «In generale si può dire che gira ancora poca gente, sia nei negozi che soprattutto negli esercizi pubblici, anche i posti solitamente presi d’assalto non fanno il pieno. Credo sia una questione di tempo - ragiona Osti - i ferraresi ancora sono timorosi nell’uscire, la paura generata dal coronavirus è di lento riassorbimento».
La tendenza che preoccupa anche sul lungo periodo, invece, è la perdita di clientela indotta dagli uffici, pubblici e privati, che sono semivuoti per l’impiego massiccio del lavoro a distanza: si sono già viste riduzioni drastiche dei pranzi tra colleghi ma anche delle colazioni al bar. «Ci sono attività non solo del centro storico di Ferrara, in particolare le più piccole, che stanno soffrendo un calo fino al 60-70% degli scontrini a causa di questa situazione - è il calcolo del direttore Confesercenti - Il problema è l’intendimento espresso da molti datori di lavoro di trasformare questa organizzazione di emergenza in uno smart working stabile, per quote importanti dei dipendenti. Non credo si arriverà a quanto dichiarato dal ministro per la Pubblica amministrazione, di lasciare a lavorare da casa il 40% degli impiegati, ma si parlerà comunque di numeri importanti». È probabile che la questione venga posta ai vari tavoli per la ripartenza convocati, ad esempio, dal Comune di Ferrara.
Altra questione sotto la lente d’ingrandimento degli esercenti è l’aumento dei conferimenti dei rifiuti indifferenziati, che si traduce immediatamente in maggiori oneri a carico di numerose attività. —
s.c.
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