Nuovo rogo nelle Dune di Massenzatica
Colpita un’area vasta, le squadre accorse dal vicino incendio di Mesola. Il sindaco: in pochi mesi tre espisodi. Ipotesi dolo
massenzatica
Un grosso incendio, probabilmente di origine dolosa, è divampato ieri sera nell’area delle Dune di Massenzatica. L’allarme è scattato verso le 19 e sul posto sono arrivate almeno quattro squadre di vigili del fuoco. L’intervento è stato complicato dalle dimensioni del rogo, molto esteso, che ha richiesto una distribuzione ben organizata delle squadre in modo da evitare che le fiamme potessero raggiungere le abitazioni circostanti. Una parte del personale è giunta da una zona vicina, a Mesola, dove si è sviluppato un altro incendio che ha tenuto impegnate le squadre anche ieri.
Tra le 19 e le 22, l’ora in cui alcune delle squadre hanno fatto rientro lasciando sul posto alcuni colleghi, sono accorsi operatori dei distaccamenti di Portomaggiore, Ferrara, Codigoro e Comacchio.
Zona ambientale
Le fiamme hanno aggredito un’area molto ampia in una zona che ha anche una rilevanza turistica. Hanno fatto presa sulle sterpaglie secche e hanno bruciato rovi e piante, probabilmente più attaccabili dal fuoco a causa del clima siccitoso degli ultimi mesi.
Il personale si è concentrato in particolare sulla zona più vicina alle case per scongiurare che il rogo potesse mettere in pericolo gli abitanti.
L’intervento si è concluso a sera inoltrata, sul posto sono rimasti i vigili del fuoco di Portomaggiore per vigilare e scongiurare la possibilità di una ripresa dell’incendio.
Sulle cause ieri sera c’erano solo alcune indicazioni di massima che hanno spinto i vigili a privilegiare l’ipotesi del dolo, soprattutto per la scarsa probabilità che un incendio di così vaste proporzioni possa essersi innescato per autocombustione. L’indagine richiederà sopralluoghi ulteriori che saranno eseguiti anche oggi.
Come si diceva una parte delle squadre proveniva dalla zona vicina, sede di un altro incendio, che si è protratto a lungo e ha fatto lavorare i vigili per molte ore.
L’altro rogo
Sono proseguite per tutto ieri, infatti, le operazioni di spegnimento del rogo divampato nella pineta conosciuta con il nome “delle Motte”, nei pressi della cartiera. Monitorati dalle squadre dei vigili del fuoco di Codigoro, Comacchio e Ferrara i diversi focolai che si sono sviluppati nel fitto sottobosco, che riveste la pineta.
Il sindaco di Mesola, Gianni Michele Padovani, durante un sopralluogo effettuato nel pomeriggio, si è detto «preoccupato per un fenomeno che si ripete a distanza di due mesi dal precedente, dopo un primo incendio verificatosi il 20 ottobre scorso. Lascio fare il mestiere delle indagini a chi lo svolge con professionalità e rigore, come faranno in questo caso i vigili del fuoco – prosegue Padovani –, ma sono fortemente preoccupato perché qui c’è un patrimonio ambientale di valore inestimabile, messo a dura prova dal fuoco già in diverse occasioni».
I pompieri, coadiuvati dall’elicottero messo a disposizione dal comando provinciale di Bologna, non senza difficoltà, si sono adoperati per domare le fiamme.
Di supporto sono intervenute anche squadre di volontari della Protezione Civile. Permane la difficoltà ad accedere ad alcuni tratti della pineta, che si estende per circa 20 ettari attorno all’abitato di Mesola, caratterizzati dalla presenza di piante arbustive e rampicanti.
«Le operazioni di spegnimento del fuoco – osserva il primo cittadino di Mesola –, si sono sviluppate su due fronti, il primo a ridosso della strada statale Romea, il secondo verso la zona del cimitero del nostro paese».
Domani alle 17.30 è previsto l’arrivo a Mesola di Irene Priolo, assessore regionale all’ambiente, difesa del suolo e della costa, Protezione civile. Insieme al sindaco Padovani, effettuerà un sopralluogo nella pineta. —
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