La Nuova Ferrara

Ferrara

«Primo progetto in tutta Italia Ora vediamo, potrà funzionare»

D.P.

Andrea Musacci, rappresentante dei locali, analizza l’operazione «Diversi punti positivi, soprattutto impedire ingresso a chi è alticcio» 

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Il punto

Sarà una movida a numero chiuso, con prenotazioni e accessi conteggiati: soddisfatto? Matteo Musacci, rappresentate Fipe esercenti, da settimane in prima linea nel dopo lockdown è possibilista: «Non so come andrà, certo è che si tratta del primo tentativo in tutta Italia di gestire la movida come fosse un evento anche se non ne ha le caratteristiche e potrebbero essere necessari dei correttivi».

L’ok è arrivato dal Comitato in prefettura ieri mattina sulla base di condizioni nette che vengono imposte: «Posso dire che vi sono punti positivi, poiché tutti i locali hanno più tavoli e quindi è aumentata la possibilità di lavorare, in più per chi sarà dentro il perimetro si avrà certezza che sta acquistando qualcosa nei locali coinvolti, non accadrà più ciò che accadeva in piazza Verdi, con tanti che arrivavano dopo aver comprato all’esterno e non si potrà più dire che è colpa dei locali sulla piazza».

Sarà una movida più sicura, ma non per tutti, però: «Certo, soprattutto per chi sarà visibilmente ubriaco, un problema importante poiché eravamo noi nei locali a dover gestire chi arrivava alticcio nella zona: ora gli sarà impedito l’accesso, vi saranno maggiori controlli che garantiremo anche noi con la nostra sicurezza privata». Per questo riceverete anche un contributo dal Comune, alla voce “movida sicura”, non è così?

«Esatto, un contributo che vedremo come gestirlo, non sarà solo per la sicurezza, anche per la spesa acquisto tavoli, fioriere, arredi ed eventuali eventi: perché vogliamo offrire anche questo, ad esempio in piazza Verdi: e se noi commercianti singoli riusciamo a contenere il costo della sicurezza, magari col contributo del Comune riusciremo a dare qualcosa di più, in termini di promozione culturale».

È un progetto pilota, non ci sono rischi? «Prima bisogna vedere come va, può darsi non funzioni, chissà. In questo momento tutte le strade sono aperte: ripeto vediamo se quello che abbiamo pensato funzionerà oppure se ci siano sbagliati, vedremo poi». –

D.P.

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