La pioggia non nasconde le mille lacrime per “Pano”
Piazza gremita per l’ultimo saluto al presidente stimato nel mondo del calcio Un lungo applauso e tre striscioni per accompagnarlo nell’ultimo viaggio
SABBIONCELLO S. V.
La pioggia non è riuscita a nascondere le lacrime. E pioveva veramente molto nonostante il calore di una piazza gremita. Erano tantissimi, molti con le giacche arancione della Sorgente, per dare l’ultimo saluto a Vincenzo Conti, 61 anni, universalmente conosciuto come Pano, presidente e punto di riferimento per la società calcistica Sorgente di Sabbioncello San Pietro, una delle realtà più importanti del calcio giovanile locale e società dilettantistica molto stimata. All’interno della chiesa di Sabbioncello San Vittore potevano entrare solo una trentina di persone, ma era stato predisposto un amplificatore per fare seguire a tutti la funzione religiosa.
chiesa gremita
Erano anche presenti diversi addetti ai lavori. Una bara chiara, sulla quale era posato un mazzo di fiori gialli e rossi, i colori della società, una foto ed infine la maglia della Sorgente.
Il parroco, don Gino, ha dato vita ad una omelia appassionata, citando il vangelo di Matteo con il discorso delle beatitudini.
il vangelo
Il passo più importante e più sentito era quello in cui si dava atto, per unanime riconoscimento del fatto che Pano fosse un mite. E proprio nel discorso della montagna si pone in evidenza il fatto che dei miti sarà il regno dei cieli. «Difficile difese», mai ci potrà essere una definizione più bella per un uomo che ha vissuto aiutando gli altri, facendo crescere i bambini. Un uomo senza arroganza, senza senso di superiorità, a disposizione degli altri. Una definizione che forse gli sarebbe piaciuta, ma che forse lo avrebbe messo anche in imbarazzo perché considerata eccessiva.
forti emozioni
Al termine della funzione, il feretro è stato portato all’esterno, seguito dalla moglie e dai figli e dalla nuora. La piazza del paese era gremita. Un gruppo di giovanissimi, probabilmente della categoria più giovane, stava raggruppata, i volti di chi stentava a capire fino in fondo la situazione, ma che di rendevano conto di aver perso una persona molto importante, a tutti i livelli.
il saluto
E poi, tre striscioni realizzati in fretta ma con la cura di chi si dedica alle cose importanti. Quindi un lungo, scrosciante come la pioggia, caldo e spontaneo applauso. Un applauso che si inseriva perfettamente nel contesto di cordoglio e grande partecipazione che si era costruito per dare sostegno alla famiglia affranta. Un ultimo addio educato e composto, per una persona indimenticabile. —
Alessandro Bassi
© RIPRODUZIONE RISERVATA
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