Morto folgorato nella Cartiera Inchiesta per omicidio colposo
MESOLA
La verità sulla tragedia di Mesola avvenuta alla cartiera ProGest CartItalia di Mesola la settimana scorsa, si avrà tra 90 giorni: questo il tempo concesso dalla pm Isabella Cavallari al medico legale Raffaella Marino per eseguire l’autopsia sul corpo di Maurizio Beltrame, 59anni di Porto Tolle, l’elettricista rimasto folgorato durante il lavoro. Al momento, in attesa delle conferme degli esami medico-legali, il decesso viene attribuito ad una folgorazione accidentale: Beltrame stava lavorando vicino ad un quadro elettrico, a cui non doveva accedere e che doveva essere chiuso: dunque non avrebbe comunque avuto una protezione passiva per impedirne il contatto.
Occorre tuttavia attendere gli esiti degli esami del consulente della procura, anche se dal primo esame esterno la causa della morte indica appunto la folgorazione che dovrà essere confermata dall’autopsia. Intanto, il legale della famiglia Beltrame, Marco Linguerri, ha chiesto di poter eseguire una sorta di consulenza tecnica con sopralluogo per verificare i dettagli della tragedia. L’inchiesta aperta per omicidio colposo vede indagate tre persone: due della società Travaglia impianti di Porto Tolle, il datore di lavoro di Beltrame e il capo cantiere, il terzo è il rappresentante legale della Cartiera dove si è consumata la tragedia. Tre indagati, come atto dovuto, per potere svolgere gli accertamenti medico-legali mentre i tecnici della Medicina del lavoro hanno già presentato una loro informativa sulla tragedia. Ieri al conferimento dell’incarico (poi sono iniziati i lavori dei periti) erano presenti anche i legali dei tre indagati: l’avvocato Antonio Boldrini di Ferrara a rappresentare l’avvocato Giancarlo Giacomin di Treviso (difensore del titolare della Cartiera) e l’avvocato Tommaso Rossi di Rivogo per il datore di lavoro di Beltrame e il capo cantiere. La ditta Travaglia impianti di Porto Tolle svolgeva da tempo un servizio di manutenzione e da anni effettuava servizi all’interno dell’azienda mesolana.
A detta dei tanti che lo conoscevano e dei colleghi di lavoro, Beltrame era considerato un lavoratore «scrupoloso ed esperto, un elettricista con anni di esperienza». Per questo la tragedia è ancora più inspiegabile: la vittima abitava nella frazione di Boccasette a Porto Tolle, era sposato con due figli (un maschio e una femmina). La famiglia ora è parte attiva col proprio legale nell’inchiesta che dovrà spiegare il perché di questo ennesimo infortunio sul lavoro e se poteva essere evitato. —
D.P.
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