Ortofrutta, più consumi e crescita anche dei prezzi
L’andamento del settore nei mesi di marzo ed aprile con il crollo delle fragole La direttrice Macchi: incrementi di richieste per i prodotti con più conservabilità
Nel periodo di lockdown sono cresciuti gli acquisti domestici di ortofrutta. È quanto rileva Cso Italy, il Centro Servizi Ortofrutticoli di Ferrara, che da anni analizza con competenza i dati del comparto.
I consumi domestici di ortofrutta in marzo e aprile, i due mesi di vera emergenza sanitaria da coronavirus, sono cresciuti rispettivamente del 9% e del 14% rispetto agli stessi mesi dell’anno precedente, con un aumento medio del 5%.
Prezzi cresciuti
I prezzi medi sono invece saliti nel complesso del 5%, registrando un +2% nel mese di marzo e un +8% nel mese di aprile.
Sul fronte prezzi, l’incremento è stato trainato da aumenti rintracciabili per i prodotti più richiesti dal mercato: il prezzo delle arance è aumentato del 35% rispetto al bimestre del 2019, le mele hanno registrato in fatto di prezzi un +12% a marzo e un +19% ad aprile e i kiwi che a marzo hanno registrato un +22% e nel mese successivo un +42% sempre rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
Diverse sono stati i trend per frutta e verdura: in termini di quantità i consumi domestici di frutta nel bimestre sono saliti del 7%; maggiore è stata la crescita riscontrata per gli ortaggi pari al +15%.
Diversa appare anche la variazione del prezzo medio di acquisto che per la frutta registra un +11% nel bimestre marzo-aprile, mentre la verdura ha visto una situazione sostanzialmente stabile (-1%).
«I dati sono sicuramente incoraggianti, soprattutto considerando che nei primi due mesi dell’anno gli acquisti al dettaglio delle famiglie italiane avevano registrato una discreta riduzione (-3% a gennaio e –4% a febbraio). È necessario però tenere presente che l’emergenza sanitaria ha provocato un calo drastico dei consumi Horeca, praticamente azzerati e quindi anche se non ci sono dati attendibili in merito, è ragionevole pensare che l’aumento registrato non sia stato del tutto sufficiente a compensare il calo del consumo fuori casa», dichiara Elisa Macchi – direttore di Cso Italy. A giustificazione dello spostamento dei consumi da fuori casa in casa, il maggiore incremento registrato nei consumi domestici di verdura, notoriamente maggiori nel canale horeca rispetto a quelli della frutta, in tempi più normali rispetto a quello attuale».
Tra le tipologie di frutta che hanno maggiormente beneficiato di questo incremento quelle con maggiori caratteristiche di conservabilità, come le mele, cresciute del +21% nel mese di marzo e del +26% in aprile, ma anche quelle che oltre alle buona conservabilità hanno saputo nell’immaginario collettivo rappresentare un aiuto contro il coronavirus, grazie alle proprietà nutrizionali, come gli agrumi, in particolare arance che a marzo hanno segnato un +19% e in aprile si rafforzano ulteriormente con un +17%. Nell’ambito degli ortaggi le preferenze sono andate alle patate, +38% nel mese i di marzo +33% nel mese di aprile, carote +29% a marzo e addirittura +48% il mese successivo. Superiori rispetto allo stesso periodo 2019 i consumi domestici di finocchi, cipolle e melanzane. Da sottolineare l’importante calo di prodotti come le fragole, che hanno sofferto per la loro minore conservabilità, segnando un –15% . —
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